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Ici su Villa Dariol a San Biagio, il Sant'Artemio chiarisce la vicenda

La Provincia ribadisce di non essere tenuta a pagare l'imposta al Comune per l'immobile: "L'edificio è inagibile e non può essere utilizzato"

Nessuna guerra tra il Comune di San Biagio di Callalta e la Provincia di Treviso sull'Ici di Villa Dariol. Lo afferma Sant'Artemio, intervenendo in merito alla questione dell'imposta sull'immobile di Rovaré.

A fine dicembre il Comune ha inviato una comunicazione all'Ente, chiedendo l'imposta arretrata del 2008, con annessi interessi e sanzioni.

“L'edificio in questione, Villa Dariol, è stato donato alla Provincia di Treviso nel 2004 - spiega il presidente Leonardo Muraro - Si tratta di un edificio il cui utilizzo è stato vincolato a uso 'sociale'. Attualmente, l'edificio è inagibile perchè necessita di ristrutturazione che, stanti la situazione economica, le difficoltà di bilancio e la riduzione della spesa dovuta alla spending review, è difficilmente praticabile".

"Proprio in virtù della sua “inagibilità” - conclude Muraro - la Provincia di Treviso non deve alcun onere Ici. Quella del Comune di San Biagio di Callalta è probabilmente una procedura che avviene in automatico, ma gli ufficio comunali sanno già qual è la situazione, dato che è già due anni che vinciamo il ricorso sul pagamento. Nessuna guerra tra Provincia e Comune dunque”.

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