«Non si può forzare l'integrazione di gente che l'integrazione nemmeno la vuole»

Silvia Rizzotto, trevigiana capogruppo in Regione per Zaia Presidente, tiene i riflettori accesi sulla vicenda portata ieri alla luce dagli inquirenti e riguardante i maltrattamenti di alcuni bambini di fede musulmana

Silvia Rizzotto

«Apprendiamo che il sedicente Imam "fai da te", arrestato ieri per violenza sui minori di una  moschea di Padova, era già stato cacciato da una struttura del centro di Treviso, proprio per i suoi metodi di insegnamento barbari e violenti. Credo che sia giunto il momento che anche chi è incaricato di giudicare, nella aule di Tribunale, si renda conto che non si può forzare l'integrazione di gente che l'integrazione nemmeno la vuole». Silvia Rizzotto, trevigiana capogruppo in Regione per Zaia Presidente, tiene i riflettori accesi sulla vicenda portata ieri alla luce dagli inquirenti e riguardante i maltrattamenti di alcuni bambini di fede musulmana, da parte del loro insegnante di preghiera islamica a Padova. «Oltre alla cacciata da Treviso di questo signore, proprio oggi si esprime il Tribunale del Riesame su un caso analogo, avvenuto nella città di Pieve di Soligo, da parte di un altro Imam altrettanto abusivo e sempre su minori di cultura islamica. Da sottolineare che il Gip, al tempo, non ha ritenuto sufficiente un'accusa di vessazioni e violenza privata, per attuare la custodia cautelativa. E solo questo meriterebbe un capitolo intero di approfondimento. Ciò detto, questi due signori avevano mantenuto i contatti e, a quanto pare, condividevano insieme anche un bislacco ed incivile metodo di insegnamento»: prosegue Rizzotto.

«Ritengo che questa tipologia di individui non pensi minimamente al significato di integrazione culturale, di rispetto delle donne e di intoccabilità degli esseri innocenti quali sono i bambini; ed è l'omertà da parte di ancora troppi  genitori musulmani, che ne rende ancora più difficile lo smantellamento. Per quanto mi riguarda, l'Italia è piena di aeroporti e di voli diretti verso Paesi dove l'estremismo islamico impera, ne partono tutti i giorni: lor signori, se così vogliamo chiamarli, sono tutti invitati a salirvi ed andarsene! Certo è -conclude amareggiata la Rizzotto- che il grido d'aiuto partito da questi bambini deve essere ascoltato, perché sono loro a chiedere libertà e apertura culturale all'Occidente. È per loro e per tutti gli altri bambini e donne musulmani silenti, che oggi e domani tutti i tribunali devono infliggere pene più severe e non premi di solidarietà».

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