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Immigrati recidivi di nuovo liberi a Treviso, Zaia: "Vergogna Nazionale"

Il Presidente della Regione Veneto, Zaia: "Nel caos buonista italiano non solo tornano fuori in men che non si dica, ma non si riesce nemmeno a rispedirli da dove sono venuti"

TREVISO “Come spiega bene oggi il procuratore di Treviso Michele Dalla Costa il vero problema sono leggi colabrodo che impediscono ai magistrati, che le devono applicare, di sbattere in galera questi personaggi. La vergogna è che non si preveda il carcere per pene inferiori ai tre anni. La vergogna è del legislatore che anche ultimamente si è preoccupato di svuotare le carceri per non farsi tirare le orecchie dall’Europa piuttosto che difendere la gente dalla criminalità e mettere Forze dell’Ordine e Magistratura nelle condizioni di fare il loro lavoro".

Ad affermarlo è il presidente della Regione Luca Zaia, commentando la vicenda dello spacciatore gambiano e del magrebino violento, entrambi recidivi, arrestati e rimessi in libertà a Treviso, che prosegue, "E’ più di un mese che a Roma si tirano pietre in faccia sulle unioni civili, quando, se ci fosse la volontà politica di una maggioranza, anche trasversale, per indurire le leggi e garantire la certezza della pena basterebbe una legge di un paio di articoli”.

“In un Paese civile – aggiunge Zaia – questi due sarebbero finiti in carcere e ci sarebbero rimasti. Nel caos buonista italiano non solo tornano fuori in men che non si dica, ma non si riesce nemmeno a rispedirli da dove sono venuti perché non vengono portati in un porto o in un aeroporto, ma gli si consente di tornare a infestare il territorio con le loro malefatte. Stiamo assistendo a un crescendo di figuracce statali che va fermato al più presto. Faccio appello a tutti i Parlamentari italiani – conclude Zaia – perché si ponga fine a questa deriva varando in fretta leggi più severe, con condanne certe e certezza della pena. Si può fare, ma bisogna volerlo”.

In merito alla questione sorta, secondo la quale il sindaco di Treviso Manildo avrebbe segnalato al questore due clandestini per chiederne l’espulsione, i militanti di Forza Nuova esprimono il loro pensiero sottolineando le dichiarazioni del coordinatore provinciale Giacomo Sirena, il quale afferma: “Non possiamo che essere favorevoli a questa decisione, ma denunciamo il colpevole ritardo del primo cittadino nell’avviare la richiesta di espulsione, il quale doveva iniziare in coincidenza col primo reato. Inoltre questi avvenimenti hanno dimostrato per l’ennesima volta come sia impossibile avere nel tessuto sociale trevigiano questi clandestini e anche nel caso i due vengano espulsi il rischio che qualche altro ospite di una di queste infami associazioni replichi i reati è più che fondato. I cittadini vogliono una soluzione al problema criminalità e questa deve agire in senso preventivo e il rimpatrio di questi clandestini è la prima fase per creare le condizioni affinché sia possibile assicurare che episodi come questi non accadano più.”

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