Immigrazione clandestina, l'imprenditore Susin: «E' ora di dire basta»

L'esponente di Fratelli d'Italia non ci sta: «Tra le vicende della caserma Serena e gli ultimi sbarchi si può leggere l'incompetenza di un governo assente in materia di flussi immigratori»

Una recente immagine dalla Caserma Serena

E' un Luigi Susin particolarmente arrabbiato quello che in queste ore continua a segnalare i noti problemi legati all'immigrazione clandestina. I suoi profili social sono costantemente alimentati da post circa i nuovi arrivi e le recenti interviste televisive del noto imprenditore trevigiano legato al partito di Giorgia Meloni, confermano il suo punto di vista. «La gestione della caserma Serena, dove sono stati trovati altri immigrati positivi al Covid-19, è assurda. I cittadini che abitano in prossimità della struttura sono esasperati, non c'è sicurezza, un continuo peregrinare di persone senza controlli sanitari. Siamo al degrado totale, l'unica soluzione è la chiusura della caserma» evidenzia Luigi Susin in merito alla notizia che circola in queste ore circa i tre nuovi casi di positività al Coronavirus.

«Gli sbarchi di questi giorni sono paradossali. A Lampedusa sono arrivate le barche dei trafficanti di uomini in mezzo ai bagnati, ai turisti. L'altro giorno sono scesi da un barchino delle persone con il cappello di paglia, le infradito, cagnolino e gatto al seguito. Sembravano dei turisti e non dei migranti, anche loro costeranno tanti quattrini agli italiani che già sono vessati da tasse e scadenze varie» sottolinea Susin.

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Incalzato circa le soluzioni da mettere in atto per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza per questa estate 2020, l'esponente di Fratelli d'Italia risponde: «Serve il blocco navale in modo da presidiare i nostri confini, fare in modo che queste persone non partano e salvaguardare le vite di chi attraversa il mare. Ricordo che le strutture turistiche sono state flagellate dal coronavirus ed ora, grazie anche agli sbarchi proprio nelle località turistiche, si vedono cancellare le poche prenotazioni che erano riuscite ad ottenere. Oltre al danno la beffa, senza calcolare il costo per l'intera comunità, per la nazione. Denaro che potremmo destinare ad altro come alle famiglie in difficoltà, ai lavoratori senza un impiego, alle partite Iva. E' un governo che fa acqua da tutte le parti» conclude Luigi Susin.

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