Incontro del sistema camerale Veneto con i parlamentari per la riforma camerale in atto

L'incontro si è svolto ad Unioncamere Veneto alla presenza del sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, della CCIAA di Padova e della Camera di Commercio di Treviso-Belluno

Una foto dell'incontro

TREVISO Si è svolto lunedì mattina, ad Unioncamere del Veneto, l’incontro con i  parlamentari e gli assessori veneti con la presenza del sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta. L’invito alla conversazione sulla riforma del sistema camerale è stato sollecitato dal presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e vicepresidente Unioncamere Mario Pozza, dal presidente della CCIAA di Padova Fernando Zilio e dal presidente Unioncamere del Veneto Giuseppe Fedalto che ha aperto i lavori sottolineando che "accorpare significa mappare, allineare i processi e tendere al miglioramento continuo dell’organizzazione razionalizzando le risorse e riducendo gli sprechi per valorizzare le economie da riversare nei servizi alle imprese".

Il presidente Mario Pozza ha ringraziato i parlamentari veneti per aver accolto l’invito, ma si è sorpreso dell’assenza di tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione regionali, proprio in quest’occasione in cui si parlava di un ente federalista. Ha comunque poi ringraziato la dirigente regionale Giorgia Vidotti che ha partecipato in rappresentanza dell’assessore Regionale Marcato. "Il Veneto – sottolinea Pozza – è l’unica regione che ha fatto la riforma camerale prima che arrivasse la legge del Governo, ma – continua - per le camere di commercio che si accorpano, purtroppo, non è prevista alcuna premialità". Pozza a questo proposito ha inoltre richiamato il Decreto “taglia spese” per i comuni: "Mi auguro – continua Pozza- che questo incontro con i politici vada oltre la politica e che le nostre imprese riconoscano al sistema camerale maggior credito. Abbiamo distribuito sul territorio 143 milioni di aiuti con finanziamenti diretti e indiretti tramite i bandi per l’innovazione e ricerca e finanziando l’ accesso al credito delle piccole e micro imprese, tramite i consorzi fidi. La riforma del sistema camerale - sottolinea Pozza - ha dell’assurdo, porterà ad un taglio del 50% del diritto camerale, ma per l’alternanza scuola-lavoro il sistema camerale è costretto a chiedere alle imprese 250 euro per la consultazione degli elenchi degli studenti".

Il  sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta è poi intervenuto sottolineando la propria convinzione sull'importanza del ruolo delle Camere di Commercio riformate: "Ma attenzione – dice- il principio di accorpamento viene meno se spendo i soldi risparmiati. Richiamo inoltre le osservazioni che possono essere portate avanti sul decreto della riforma del sistema camerale, ma voglio evidenziarne la complessità. L’onorevole Rubinato, firmataria dell’ordine del giorno alla camera del decreto “taglia spese”,  ha poi sottolineato che "le battaglie giuste vanno fatte da chi ne ha titolo e questo è il caso del sistema camerale che con gli accorpamenti si è impegnato nel principio del Governo della spending rewiew che è la riqualificazione della spesa e le camere di commercio hanno puntato ad attuare economie di scala. Se dunque è necessario impegnarsi in  una battaglia è altrettanto importante  contestualizzare i punti in cui si è impegnati e portarli come ragione della propria battaglia". La rubinato ha poi citato per esempio "l’investimento sul territorio dei soldi del diritto annuale. Parliamo dunque per le Camere di Commercio di economia circolare in cui le Cciaa con determinati benchmark d’investimento ritornano ai territori ciò che a loro è stato dato. Così è importante – continua- attivare la responsabilità di chi governa la Regione. Invito quindi a far sentire la voce di chi ha bisogno delle camere di commercio perché ci sono norme generali che omologano l’Italia quando invece ci sono realtà differenti con esigenze differenti. Quindi abbiamo regole che creano un vestito troppo largo per essere vestito o troppo stretto che ingabbia chi potrebbe fare di più".

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!Non sono convinto – dice invece Giorgio Santini - che si possa operare sul lato fiscale nell’ambito del decreto per la riforma delle camere di commercio, ma piuttosto sull’Economia digitale che  è un  asset decisivo, con il registro delle imprese, capace di dare un input forte per migliorare il  rapporto tra impresa e governo oltre ad essere fondamentale per il principio della trasparenza. Pertanto – dice - vedo come un asset fondamentale la struttura digitale su tutto il territorio. Anche per il progetto del Governo sull’alternanza scuola lavoro, le Cciaa possono avere un ruolo importante  conoscendo le imprese ed aiutare ad avviare questo nuovo grande progetto di cambiamento culturale".

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