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Panevin al PM10, Europa pronta a intervenire con sanzioni

L'ennesima violazione della Direttiva Aria potrebbe comportare per la Regione Veneto il pagamento di una multa salata. Zanoni: "Zaia prepari il portafoglio dopo l'incitamento all'illegalità"

Con l'accensione dei panevin i livelli di polveri sottili nell'aria sono schizzati alle stelle e la Commissione Europea potrebbe intervenire con sanzioni.

Lo fa sapere l'eurodeputato del Pd Andrea Zanoni dopo la diffusione dei dati dell'Arpav relativi alla concentrazione di PM10 nella Marca dopo il tradizionale appuntamento. In particolare a Conegliano, dove non vigono i divieti imposti dall'Ente Parco del Sile, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio si è raggiunto un picco di 267 microgrammi per metro cubo, contro il limite di 50 previsto dalla Direttiva Aria del 2008.

"Alla di questi dati - ha commentato Zanoni - è ancora più inaccettabile la presa di posizione del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che per giorni ha invitato i cittadini a trasgredire i limiti imposti dalla questura di Treviso, che aveva semplicemente stabilito un’altezza massima di cinque metri per i Panevin. Siamo costretti a vivere in una camera a gas in violazione della Direttiva Aria del 2008 e siamo sotto procedura d’infrazione con una condanna della Corte di Giustizia UE pronunciata il 19 dicembre 2012. Anche per quelle che sono considerate tradizioni occorre osservare le norme, soprattutto se sono state studiate per tutelare la salute di tutti".

"Spesso in questi falò viene bruciato di tutto - ha ribadito l'eurodeputato - Il fatto che la questura abbia imposto dei limiti è stato il minimo indispensabile, considerando anche che la Pianura Padana, insieme a aree come Belgio e Olanda, sono tra le zone più inquinate d’Europa".

Non sorprenderebbe, quindi, Zanoni se l’Europa decidesse di prendere provvedimenti nei confronti della Regione Veneto: "In questo caso, non saranno certo i cittadini a sborsare soldi per rimediare a scelte sbagliate - ha concluso Zanoni - Zaia stia pronto con il portafoglio, perché potrebbe scattare il danno erariale e il presidente potrebbe trovarsi a pagare di persona le milionarie multe europee, ancor più dopo aver incitato per giorni pubblicamente i cittadini a violare la legge". 

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