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Stranieri ed irregolari, Atalmi: “Sbloccare la sanatoria per far emergere il nero”

Tanti i lavoratori e le lavoratrici che aspettano da 9 mesi l’esito della pratica del Decreto Rilancio visto che è stato evaso solo il 5% delle domande

“Il Decreto Rilancio che ha previsto la sanatoria per le lavoratrici e i lavoratori stranieri occupati, come badanti e lavoratori agricoli, ha compiuto ormai un anno, ma nella pratica l’esito è disastroso”. A far emergere la questione Nicola Atalmi della segreteria generale della CGIL di Treviso con delega all’immigrazione.

“Queste persone, questi lavoratori, e i loro datori di lavoro, hanno dovuto produrre la documentazione necessaria per l’emersione entro agosto dello scorso anno. Ma dopo nove mesi da quella scadenza appena il 5% delle richieste è stato evaso – riporta l’esponente della CGIL trevigiana – Le pratiche per regolarizzare queste persone sono ferme e quei lavorati sono bloccati nel limbo, continuando a lavorare ancora in nero nelle nostre case e nei campi della nostra provincia, come la cronaca riporta, spesso in balia di malavita e in condizioni di schiavitù”.

“Chi lavora deve farlo regolarmente e deve avere il permesso di soggiorno. Si tratta di semplice logica, ma la burocrazia lo sta ostacolando, riportando questi lavoratori alla clandestinità e all’illegalità – sottolinea Nicola Atalmi – Bisogna sbloccare la macchina e permettere subito, anche attraverso la semplificazione della procedura, l’emersione dal lavoro irregolare e l’uscita dalla clandestinità, che concorre a produrre nel territorio sfruttamento, concorrenza sleale tra le aziende, rischi sanitari". “E poi – conclude Atalmi – serve una riforma vera della legislazione migratoria per motivi di lavoro a livello europeo, unico vero strumento per fermare i mercanti di schiavi dell’Est e le tratte che hanno insanguinato il Mediterraneo”.

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