Lettera aperta a Zaia: «Caro presidente, adesso difendi i veneti dalla crisi»

Centinaia le adesioni sui social alla missiva inviata al governatore del Veneto da Alessio Morosin, uno dei fondatori del Partito dei Veneti

Alessio Morosin, esponente del Partito dei Veneti

«Caro Presidente Zaia, ti scrivo con animo trafelato perché oggi è necessario che tu sia e stia dalla parte dei Veneti, senza “se” e senza “ma”, per rappresentare l’ideale “linea Maginot” a difesa di quello che serve concretamente e subito al nostro Popolo Veneto».

E' quanto scrive Alessio Morosin in un lettera aperta al governatore del Veneto Luca Zaia pubblicata su Facebook ( qui la versione integrale) dallo storico esponente dell'indipendentismo veneto,  tra i fondatori del Partito dei Veneti. Un testo "idealmente" firmato in poche ore da oltre 200 cittadini sulla pagina social di Morosin da cui è stato diffuso per raccogliere ulteriori adesioni.

Nella missiva Morosin si rivolge a Zaia sottolineando come «le ultime decisioni che hai assunto sotto il profilo sanitario sono condivise e descrivono bene la gravità del momento. La crisi legata al diffuso contagio del virus COVID-19 è diventata, a tutti gli effetti, una devastante crisi economica con dolorose conseguenze sociali. Resta il fatto che la prima risposta che il governo italiano sta dando è inadeguata, confusa, per non dire inutile e per certi versi persino risibile. Chi decide sembra non avere la percezione di quello che è il reale stato del tessuto produttivo ed economico del Veneto. Le risorse messe in campo da Roma, per tutto il territorio italiano, sono una goccia che si perde nel mare. I 25 miliardi messi sul tavolo non valgono nulla di fronte alle previsioni che, nella migliore delle ipotesi, stimano il danno economico del solo Veneto in circa 60 miliardi».

«Il tempo delle promesse e del “vedremo e faremo” è scaduto - attacca Morosin - le situazioni straordinarie meritano soluzioni straordinarie. Quello di cui abbiamo bisogno è altro rispetto alla “manovrina” del governo Conte perché questa non è solo una crisi di sistema ma è anche una catastrofe economica fuori dal sistema che esige una scelta chiara e ineludibile: mettere al primo posto le persone e le famiglie».

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«Caro Zaia - prosegue la lettera aperta - in questi giorni ti stai impegnando, con grande difficoltà, nell’emergenza sanitaria dicendo e facendo cose coraggiose e necessarie. Vorrei invitarti allora ad avere lo stesso coraggio e la stessa visione e determinazione nel difendere anche il futuro economico del Veneto e di farlo a qualsiasi costo, proteggendoci dal solito imbroglio centralista, partitocratico, clientelare, burocratico, parassitario, arrogante, servito sotto forma di pannicello caldo che non serve a nulla se non a fare comunicazione filtrata».

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