Limite contanti a mille euro, Baratto: "Penalizzerà e affosserà il commercio"

“Si tratta di misure che deprimeranno l’economia reale, quella dei centri storici, degli artigiani, dei professionisti, già ampiamente in difficoltà”

Un limite molto più basso di quello vigente a 3.000,00 euro, che passerà in pochi anni (2022) a 1.000,00 grazie al recente decreto fiscale, approvato il 15.10.19 dal Governo. L’art. 19 composto da una sola riga abbassa nuovamente la soglia per le spese in contanti, coerentemente a quanto promesso dagli esponenti del Governo nelle dichiarazioni che hanno accompagnato i lavori preparatori alla manovra. Un forte contrasto all’evasione fiscale che nelle intenzioni del Governo passa per i pagamenti tracciati e per l’eliminazione del contante, al fine di reperire risorse, stimate in 7 miliardi, provenienti proprio da maggiore entrate di riscossione. 

“Si tratta di misure che deprimeranno l’economia reale, quella dei centri storici, degli artigiani, dei professionisti, già ampiamente in difficoltà” denuncia Baratto “anche questo Governo, come altri in passato, è caduto nell’errore di equiparare contanti ed evasione. Si tratta di un clamoroso abbaglio” afferma il parlamentare trevigiano “una posizione che non tiene conto della tradizione e delle consuetudini degli italiani, ampiamente radicate specialmente in un territorio come quello veneto. Una recente indagine della BCE ha riscontrato come 6 italiani su 7 dichiarino di preferire per le loro transazioni il contante. Ciò dimostra che i contanti sono stati e rimangono il simbolo principale dello sviluppo economico di determinate aree del paese, come il trevigiano”. 

“La politica fiscale negli ultimi vent’anni sul contante, per altro, è stata ondivaga tanto che si contano aumento 10 provvedimenti che variamente hanno aumentato o diminuito anche sensibilmente la soglia di utilizzo del contante, ingenerando incertezza che ha, inevitabilmente, depresso i consumi” continua Baratto “nel 2001 la soglia di utilizzo dei contati era a 12.500,00 € e la crescita in quell’anno fu vicina al 2% del PIL, oggi non raggiunge il mezzo punto”. “Non vale, inoltre” aggiunge Baratto “in questo caso sostenere che l’Italia non sia al passo con gli altri paesi Europe. Se guardiamo, infatti, a che fanno i partner del continente,  soltanto 12 paesi hanno previsto un tetto per i contanti. In Germania, per esempio non esiste un tetto”.

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Una mossa quindi pensata per fare cassa “è indubbio che questo Governo come il precedente” attacca Baratto “abbia una politica fiscale aggressiva, che penalizza le imprese e le P.Iva attraverso misure draconiane. Prima la fattura elettronica, oggi l’abbassamento del limite d’uso dei contanti. Si tratta di misure che necessiterebbero di gradualità, incidendo direttamente sugli stili di vita dei consumatori. Introdurle sulla base della presunzione che chi possiede una P.IVA è un evasore a prescindere, rappresenta una discriminazione a cui oramai i Governi degli ultimi anni ci hanno abituato e i cui risultati nefasti sono ben rappresentati da un Italia a crescita 0” conclude Baratto.

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