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Zaia in difesa del panevin: "Roghi sono sicuri e sono una tradizione"

Il presidente della Regione Veneto chiede che non siano imposti limiti all'altezza dei fuochi del 5 gennaio. "Frenarli - spiega - sarebbe un duro colpo alla cultura rurale"

Non siano imposti limiti né divieti per i "panevin" della tradizione veneta, e trevigiana in particolare. Ad esporsi in difesa dei roghi del 5 gennaio è il presidente della Regione, Luca Zaia, secondo il quale frenare i fuochi celebrativi significherebbe infliggere "un duro" colpo alla cultura rurale veneta.

Dopo le polemiche sorte nei giorni scorsi tra l'Ente Parco del Sile e i sindaci dei Comuni rivieraschi trevigiani, sull'obbligo di Via per i "panevin", anche la questura di Treviso è intervenuta, stabilendo un limite di cinque metri nell'altezza delle cataste di legna.

"Comprendo le preoccupazioni del questore di Treviso per la sicurezza - commenta Zaia - ma sono anche vicino alla comunità trevigiana nel difendere una tradizione che si perde nella notte dei tempi".

"Resto convinto - prosegue il presidente - che i 'panevin', fatte salve le regole di sicurezza relative alla distanza del pubblico e alla presenza di estintori, siano opere uniche alle quali non devono essere posti limiti di altezza e dimensioni".

Secondo Zaia "i sindaci che rappresentano la massima autorità comunale sapranno fino in fondo esercitare il potere affidato loro dai cittadini per agevolare la libera realizzazione delle strutture. Ricordo che i falò sono organizzati da associazioni di volontariato come le Pro Loco e gli Alpini che si muovono con finalità sociali", conclude Zaia, annunciando che sarà lui stesso a inaugurare i "più alti 'panevin' della Marca, a iniziare da quello di Arcade".

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