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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Calesso: «Il Comune lascia la città in mano agli immobiliaristi»

L'esponente di Coalizione Civica ha criticato le scelte della giunta guidata dal sindaco Conte in merito alla gestione degli immobili pubblici nel territorio comunale

Novità rilevanti si profilano in città per diversi e importanti comparti immobiliari inutilizzati da molti anni. Per l’ex-distretto militare sembrerebbe in vista un accordo tra Fondazione Cassamarca, università e investitori privati per la realizzazione del campus universitario da un lato e un intervento immobiliare dall’altro.

Una vicenda su cui è intervenuto in queste ore Luigi Calesso di Coalizione Civica. «Perché si crei una vera interazione tra città e università è necessario che a Treviso ci sia un vero campus universitario adeguatamente dotato di servizi per gli studenti medi e universitari (sale studio, mensa, auditorium…). E’ necessario, quindi, che il Comune giochi tutto il proprio ruolo, le proprie competenze per arrivare ad una soluzione che garantisca alla città e alle università un campus con la maggiore dotazione possibile di servizi per gli studenti. Non sembra però che l’amministrazione abbia intenzione di intervenire nella vicenda per contribuire a determinare il futuro dell’ex-distretto in funzione delle esigenze della città» punzecchia il politico trevigiano.

Anche per l’ex-consorzio agrario che si trova tra viale Bixio e viale IV novembre si profila un accordo tra la Regione (proprietaria degli edifici) e una società privata che potrebbe portare al “recupero” del complesso immobiliare con destinazione residenziale, direzionale e commerciale. «Anche in questo caso l’amministrazione non si è fatta sentire - continua Calesso - ad esempio per ottenere che nell’area venga individuato uno spazio di “ingresso” alla Restera (parcheggio per le biciclette, punto informativo…). L’amministrazione si è limitata ad applaudire alla notizia dell’acquisizione da parte del gruppo Benetton degli edifici in cui si trovava l’intendenza di finanza (tra l’ex-tribunale e via Canova), ma anche in questo caso non una parola da parte del sindaco su che cosa servirebbe alla città in quell’area. E’ possibile che di fronte all’acquisizione da parte di un soggetto privato di un complesso di questa portata l’amministrazione cittadina non abbia nulla da dire se non affidarsi al “buon cuore” dell’acquirente?» si chiede Calesso. Per quanto riguarda infine il complesso dell’ex-provincia in viale Battisti l’amministrazione rinuncerà al recupero della ex-sala consiliare della Provincia in via Battisti e della sovrastante sala convegni per ottenere dalla società che ristruttura il complesso la risistemazione del viale prospiciente gli immobili.

«La scelta dell'amministrazione Conte di "barattare" il recupero delle due sale con dei lavori di sistemazione di viale Battisti mi pare del tutto inadeguata alle esigenze del centro storico cittadino di aumentare la propria vitalità sia attraverso l'inserimento di attività economiche "sostenibili" sia con l'incremento delle sale a disposizione per le attività culturali, artistiche, sociali, civiche, spazi che sono tutt'altro che "abbondanti" in città, compreso il centro storico di cui tutti sostengono sia necessaria la rivitalizzazione, a cominciare dagli attuali amministratori. A me pare, complessivamente, che l’amministrazione stia completamente rinunciando a contribuire a determinare il futuro dei complessi immobiliari in città che si avviano ad essere oggetto di importanti iniziative di recupero o di completa ristrutturazione. Tutto viene lasciato alle decisioni degli investitori privati che acquistano le aree e propongono le nuove edificazioni, non emerge in alcun modo un disegno dell’amministrazione in cui possano inserirsi le operazioni immobiliari, un quadro rispetto a cui la giunta possa formulare alle società immobiliari le proprie proposte perché recuperi e ristrutturazioni rispondano alle esigenze della città, alla necessità di rivitalizzare il centro storico, di migliorare la qualità della vita nei quartieri, rendere Treviso più attrattiva per chi apre una nuova attività economica. In attesa della risposta dell’amministrazione alle osservazioni al Piano degli Interventi (che forse ci darà qualche indicazione sulla politica urbanistica della nuova amministrazione) non è dato assolutamente sapere quale sia la strategia della nuova giunta per il futuro urbanistico della città: a quasi cinque mesi dalle elezioni non abbiamo alcuna idea su quale sia il progetto della nuova amministrazione per la Treviso di domani. E intanto, inevitabilmente, gli operatori privati contrattano, acquistano, progettano e tra qualche tempo ci troveremo di fronte a proposte edificatorie che la stessa amministrazione ci dirà che non è più possibile modificare perché “le cose sono andate troppo avanti - conclude Calesso - Così si lascia il futuro della città in mano agli investitori privati, sperando nel loro buon cuore».

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