menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

“Lupi, esiste una soluzione a costo zero: vietiamo la caccia alle prede”

A dirlo sono i consiglieri regionali Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle

VENEZIA “Sarà forse il caldo e le difficoltà nel prendere sonno, ma in questi giorni sul tema dei lupi se ne sentono di tutti i colori: liberalizzare la caccia, derogare alla tutela prevista dalla Direttiva Habitat, usare i proiettili di gomma, mettere i lupi in dei recinti, sterilizzarli, dotarli di radiocollari. Nel frattempo però le predazioni agli animali delle malghe continuano. Nessuno, tuttavia, ha preso in considerazione un sistema infallibile e a costo zero: vietare la caccia alle specie di animali selvatici oggetto di predazione come cervi, caprioli, mufloni e altro ancora”. A dirlo sono i consiglieri dell’Intergruppo per il benessere e la tutela degli animali e della natura Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S) intervenendo nel dibattito sulle ‘misure di contenimento’ dei grandi predatori.

“Così facendo consentiremmo la convivenza del lupo, degli animali da allevamento e del turismo escursionista.  Il lupo avrebbe a disposizione le prede naturali senza attaccare gli allevamenti e farebbe un’opera di selezione della specie predando i cuccioli meno forti, i soggetti più anziani o ammalati, aumentando contemporaneamente la potenzialità genetica delle specie predate irrobustendole. Oggi invece avviene il contrario, l’uomo attraverso la caccia abbatte i soggetti più belli anche per puro piacere o divertimento. Pensiamo per esempio ai concorsi del miglior trofeo dove il punteggio va dato agli animali con palco (ovvero le corna) più grande, a più punte o più sviluppato: uno studio Usa-canadese ha dimostrato che con il tempo le popolazioni di animali diminuiscono di taglia”. “Perciò, anziché proporre soluzioni tanto fantasiose quanto inutili o addirittura dannose, senza perdere altro tempo si continui con le buone pratiche come la formazione dei cani pastori e sull’uso dei recinti elettrici e, contemporaneamente, si vieti di sparare agli animali selvatici nelle zone dove è presente il lupo. I cacciatori, visto che si sono mostrano particolarmente sensibili a questo problema diano così il loro contributo”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Covid, Zaia: «Veneto rischia di tornare in zona arancione»

Alimentazione

Dinner cancelling la dieta di Fiorello: come funziona

Aziende

Migliori parrucchieri d'Italia: ecco i trevigiani al top

social

Le voci più belle del Festival di Sanremo sono venete

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento