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Maltempo in Veneto, Zaia: "Chiederò aiuto allo Stato"

Il Veneto fa i conti con l'ondata di maltempo di giovedì e venerdì. Si stima almeno mezzo miliardo di euro di danni. Il presidente della Regione, Zaia: "Chiederò aiuto allo Stato ma non farò pagare nessuna tassa ai veneti"

Il Veneto alle prese con la "bomba d'acqua" caduta giovedì fa le prime stime dei danni.

Al momento si valuta che gli allagamenti di questi giorni a Vicenza, Verona, Padova, Treviso e Venezia abbiano provocato almeno mezzo miliardo di euro di danni.

Per fronteggiare la situazione il governatore Luca Zaia è pronto a bussare alle porte di Roma.

"Chiederò subito l'aiuto nazionale e l'intervento del Governo - ha annunciato Zaia - e credo che il Veneto ne abbia qualche titolo, lasciando 18 miliardi di tasse l'anno a Roma. Se avessimo in mano questi soldi, ce la faremmo da soli, ma oggi abbiamo le casse vuote. Con il nostro bilancio non possiamo far fronte a tutti i danni, né possiamo bloccare i bilanci dei Comuni".

La Giunta regionale non ha ancora firmato formalmente lo stato di emergenza, sebbene - ha precisato Zaia - "per noi è chiaramente una situazione di calamità, da riconoscere a livello nazionale". Tuttavia sono stati avviati i primi provvedimenti speciali e un primo stanziamento da un milione di euro per far fronte alle prime necessità, per opere urgenti e indifferibili, oltre al monitoraggio dei danni.

"Martedì - ha proseguito Zaia - ci riaggiorneremo con la prossima Giunta, ma, nel frattempo, firmerò i necessari decreti e scriverò a tutti i nostri parlamentari, oltre che alla presidenza del Consiglio, per sensibilizzarli sulla situazione disastrosa che ci ha messo nuovamente in ginocchio".

"Spero infatti che questa storia non faccia la fine dell'altra alluvione, dimenticata dalla stampa nazionale, anche perché, pur avendo colpito meno territorio, la sua intensità e la devastazione è sotto gli occhi di tutti. Basta pensare alle spiagge - ha ricordato Zaia - letteralmente cancellate alla vigilia del via della stagione, o all'agricoltura devastata. E, parte più dolorosa, tragedia nella tragedia, c'è anche una vittima, che a 58 anni ha perso la vita per il crollo del muro del suo scantinato. Ecco perché dobbiamo dare risposte".

Risposte che non dovranno pagare i veneti.

"Non intendo far pagare nessuna tassa ai Veneti per far fronte ai danni dell'alluvione - ha specificato il presidente del Veneto - Altrove ci sarebbero stati già piagnistei, ma qui abbiamo le palle, pur ammettendo la necessità di un intervento dall'alto".

E tornando sulla necessità, oltre che di fondi, anche di poteri commissariali: "La filosofia di 'Roma scartoffia' non capisce la necessità di operatività: siamo di fronte al solito ufficio complicazione affari semplici. E' normale, mi chiedo, che un'opera che salva la vita sia vincolata, oltre che dal patto di stabilità, anche dalla mancanza della previsione di procedure d'urgenza? Ci sta bene il controllo della Corte dei conti, ma poi ci diano il via e vengano da Roma a fare le opere se ritengono che un governatore legalmente eletto sia un deturpatore del territorio".

"Anche questa alluvione merita l'apertura di una gestione commissariale", ha concluso Zaia, precisando però che "sarebbe assurdo metterne in piedi un'altra, quando ci sono già strutture commissariali esistenti che funzionano: basta solo dotarle di pieni poteri e non trasformare la vicenda in una serie di avvisi di garanzia".

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