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Marco e Francesca bloccati in Congo, Zaia al governo: "Faccia qualcosa"

Da un mese i coniugi Morandin sono fermi a Kinshasha con altre 25 coppie, senza la possibilità di portare in Italia i loro figli adottivi. Il governatore del Veneto si appella a Roma perché intervenga

Da un mese ormai Marco e Francesca sono bloccati in Congo e sale la preoccupazione per loro e le altre 25 coppie italiane.

Sul caso dei coniugi Morandin, fermi a Kinshasha con il loro figlio adottivo è tornato, mercoledì, il governatore del Veneto Luca Zaia che si è rivolto al governo perché intervenga quanto prima.

E’ incredibile quello che sta succedendo a Marco Morandin e Francesca Bortolin, bloccati in Congo perché le autorità locali impediscono loro il ritorno in Italia insieme al bambino che hanno adottato. Mi appello al nostro governo perché intervenga fermamente nei confronti di quello congolese e sblocchi questa situazione che sta minando la famiglia trevigiana”.

Marco e Francesca si erano recati a Kinshasha per completare l'iter per l'adozione di un bambino congolose, ma secondo le autorità locali i loro documenti, così come quelli della altre 25 coppie, non sarebbero regolari, per questo viene negata a loro figlio l'autorizzazione all'espatrio.

La Farnesina, i ministri Bonino e Kyenge – sollecita Zaia – muovano passi risoluti nei confronti delle autorità africane per mettere fine a un’inaccettabile sopruso, per aiutare questa famiglia che ha fatto una lunga e dispendiosa trafila burocratica per portare a compimento un gesto d’amore e di straordinaria generosità e che ora viene ripagata in questo modo. Confermo che la Regione del Veneto è a disposizione con i mezzi che le sono dati e il suo consigliere diplomatico per dare assistenza ai nostri concittadini”.

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