‘Medici corrotti e assassini’: il Pd si scaglia contro gli autori della scritta apparsa in strada

I consiglieri regionali del PD: «Vergognosa scritta contro i medici a Montebelluna: oltre al virus dobbiamo combattere anche l’ignoranza»

La scritta apparsa sul selciato

«Questa sera abbiamo trovato questa scritta ignobile lungo via Cà Mora. Denunciamo questo gesto fatto da persone inqualificabili che hanno offeso i medici che ogni giorno sono in prima linea per salvaguardare la nostra salute definendoli corrotti e assassini, imbrattando una strada‘». A dirlo sono i consiglieri comunali del PD Quaggiotto, Bressan, Miotto e Tessari a proposito della scritta ‘Medici corrotti e assassini’ apparsa in strada a Montebelluna.

«Oltre a denunciare pubblicamente quanto successo informeremo le forze dell’ordine dell’accaduto perché una scritta del genere non è ammissibile e supera ogni limite. In questo momento il personale sanitario va ringraziato per l’estenuante lavoro che svolge mettendo a rischio la propria salute. Riteniamo che in questo momento difficile dal punto di vista sanitario serva una condanna trasversale da parte di tutti i partiti politici per affermare in modo inequivocabile che in questo momento il nemico da combattere è il virus e non coloro che ci curano oppure le norme anticovid».

«Insultare chi da quasi un anno si trova in prima linea a combattere il virus e assistere migliaia di persone contagiate, è semplicemente vergognoso. Al personale sanitario va ovviamente tutta la nostra vicinanza e solidarietà». È quanto dichiarano in una nota i consiglieri regionali del Partito Democratico con il capogruppo Giacomo Possamai e i colleghi Andrea Zanoni, Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello e Francesca Zottis

«Non dovremmo smettere di ringraziarli per il loro lavoro, spesso fatto in condizioni al limite e con turni massacranti, vista la carenza di personale. Da febbraio stanno mettendo a rischio la propria salute e quella dei loro cari, spesso pagando anche con la vita. Senza risparmiarsi in generosità, basti pensare ai tanti medici in pensione che sono rientrati in servizio per dare una mano. Fa davvero male leggere offese del genere e il caso di Montebelluna è solo l’ultimo della lista: appena pochi giorni fa è toccato agli infermieri che si sono sottoposti al vaccino. La battaglia per sconfiggere il Covid-19 è ancora lunga e purtroppo si somma a quella contro l’ignoranza, che non può mai essere una giustificazione per gesti del genere. Per questo crediamo che sia indispensabile una campagna di informazione sul virus e sull’importanza di vaccinarsi, senza lasciare spazio a deliri complottisti e negazionisti».

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