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Villorba, emergenza medici di base: "Azione" chiede risposte all'assessore Soligo

Silvia Barbisan chiede all’amministrazione quali provvedimenti siano stati presi per far fronte al problema: «Dodici medici per 18mila abitanti, con i pensionamenti in arrivo la situazione rischia di diventare critica»

Medico di base

Silvia Barbisan, referente a Villorba di Azione, la formazione che a livello nazionale fa riferimento a Carlo Calenda, lancia un preoccupante allarme per le famiglie del comune trevigiano: i medici di base nel territorio comunale stanno diventando insufficienti, con il capoluogo che risulta sempre più sguarnito. E chiede risposte all’Assessore al Sociale Francesco Soligo.

«Alcuni dei nostri medici di base stanno andando in pensione, e a oggi non c’è un adeguato ricambio: a breve la nostra comunità potrebbe non ricevere più l’assistenza essenziale. Siamo 18mila residenti con 12 medici di base, per lo più raggruppati a Carità e Lancenigo. È un numero già carente, considerando che il SSN indica un medico di assistenza primaria ogni mille abitanti. Ma con gli imminenti pensionamenti e il depauperamento della continuità territoriale, la situazione rischia di diventare estremamente critica». Una difficoltà nota da tempo. Barbisan chiede all'amministrazione cosa abbia fatto per prevenire futuri aggravamenti: «Quando si parla di assistenza ai cittadini e medicina di prossimità, ci vogliono visione e prospettiva, non improvvisazione: le emergenze vanno prevenute, non si può ricorrere sempre a soluzioni ansiose e confuse. L’assessore Soligo ha posto la questione alla Conferenza dei sindaci? Quale risposta ha ricevuto? Oppure ha deliberatamente deciso di subire passivamente la situazione, consegnandola in eredità alla prossima amministrazione?»

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Incalza l’esponente trevigiana di Azione: «So bene che il Comune non ha la possibilità di intervenire direttamente su questo tema, ma che è la Conferenza dei sindaci l’istituzione deputata a farlo: perché allora dall’assessore Soligo, che ci rappresenta in quella sede, arriva solo un preoccupante silenzio? La crisi pandemica ha evidenziato quanto la medicina territoriale sia lo strumento più efficace per monitorare i cittadini affetti da malattie croniche o da disagi mentali, mentre l’assistenza domiciliare risulta imprescindibile per sostenere le famiglie delle persone non autosufficienti, in particolare gli anziani. Famiglie e anziani che la pandemia ha isolato, e che ora senza medici di base potrebbero ritrovarsi ancora più abbandonate. L'Ulss 2 ha chiesto ai medici di famiglia di Maserada, Carbonera e Povegliano di aumentare i loro massimali, ma questi professionisti sono distanti e già oltre il limite. Un servizio congestionato non può essere la soluzione. I villorbesi hanno la fortuna di avere a disposizione ambulatori all’avanguardia, dottori di medicina generale aggregati, un servizio potenzialmente multidisciplinare: perché non possiamo garantire l’assistenza sanitaria 24 ore su 24? Strumenti e spazi ci sono, anche se si potrebbe fare di più. Purtroppo quello che è mancato drammaticamente è una visione programmatica che ha avuto come esito infausto la  strutturale carenza di figure professionali che la telemedicina, novella panacea di tutti i mali, non può sostituire».

La replica dell'assessore Soligo

La risposta dal Comune è arrivata a stretto giro: «Avvocato Barbisan, da una persona con la sua formazione ci si dovrebbe attendere domande pertinenti e consapevolezza sulle questione delle competenze amministrative. Per sua informazione da un anno la Conferenza dei sindaci, alla quale partecipiamo attivamente nel rispetto dei ruoli, si riunisce settimanalmente ed è stato affrontato il problema non solo in relazione alla carenza dei medici di medicina generale, ma anche in merito alla continuità assistenziale (ex Guarda medica) e ai medici coordinatori delle case di riposo. E venerdì prossimo ci sarà un’altra conferenza dei sindaci e Ulss 2 proprio sul tema. Altra cosa, visto che afferma che le questioni andavano affrontate per tempo, lei, finché era in Giunta, se ne è mai occupata? Ha mai posto il problema? Mi ha mai chiesto o al sindaco Marco Serena se ce ne stessimo occupando? Dice che vuole cambiare paradigma: si vede, cerca visibilità speculando e polemizzando su questioni che non sono di competenza comunale» conclude l'assessore.

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