Politica

Commemorazione di Miane: «Zanoni e Introvigne ripassino la storia»

La polemica innescata dal saluto romano di un alpino, domenica scorsa a Combai. Il presidente della sezione degli Alpini di Vittorio Veneto aveva preso le distanze. La lettera degli organizzatori

Le posizioni politiche dell’ ANA di Vittorio Veneto non ci interessano. Quella sezione, in particolare il signor Francesco Introvigne,  pensi a curare la lapide dimenticata per 70 anni collocata nel cimitero di Vittorio Veneto che ricorda il sacrificio dei 17 giovanissimi alpini del Battaglione Cadore, divisione Monte Rosa, arresisi e assassinati dai partigiani della 5a Brigata Garibaldina a Col Melogno (Savona), nel novembre del 1944, tra i quali  i concittadini sottotenente Mario Da Re e il soldato Gino De Biasi.

Per quanto concerne il consigliere regionale Andrea Zanoni, che preferisce il pugno chiuso dell’ ANPI al saluto romano che risale all’Impero Romano, si ripassi la storia, in particolare quella riguardante il suo padre spirituale Palmiro Togliatti  che, richiesto di spendere una parola per salvare gli alpini della divisione alpina Cuneense, prigionieri nei gulag di Stalin, rispose che non gli interessava e che la loro morte doveva servire da esempio.

Noi abbiamo salutato i martiri infoibati a Combai con lo stesso saluto romano che essi levarono al cielo prima di venire massacrati da un branco di delinquenti che, da quanto vanno scrivendo, questi signori probabilmente ammirano. Lo rifaremo con in testa i baschi del nostro servizio militare, da alpini, da paracadutisti, da artiglieri, da bersaglieri e da appartenenti a qualsiasi altro corpo militare.

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