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Il Municipio di Mogliano

Il Municipio di Mogliano

Mogliano in provincia di Venezia? Il sindaco: «Non succederà»

Per Davide Bortolato non ci sarà nessun referendum e, dunque, nessun addio alla provincia di Treviso: «Quanto uscito sulla stampa era solo una boutade del vicesindaco»

Un addio alla Marca trevigiana per passare al "territorio nemico", tradizionalmente parlando, di Venezia. Questo il progetto che in queste settimane stava tenendo banco a Mogliano Veneto. L'idea del vicesindaco Copparoni, infatti, sarebbe quella di trasferire la municipalità locale sotto la Città Metropolitana di Venezia con l'obiettivo ultimo di raggiungere maggiori finanziamenti e migliorare il trasporto locale.

Per Giorgio Copparoni uno dei focus principali riguarda infatti il trasporto pubblico, oggi affidato alla veneziana ACTV nonostante Mogliano rientri nella provincia di Treviso servita dunque da MOM e in tal senso un caso emblematico è quello della frazione di Marocco nella quale è necessario un biglietto extraurbano per spostarsi, tanto che proprio il Comune di Venezia ha inserito la stazione di Marocco nella lista dei prossimi lavori per la metropolitana di superficie. Ulteriore problematica per Copparoni è poi la gestione dei rifiuti urbani oggi affidata alla veneziana Veritas (e non a Savno o Contarina come accade nel resto del territorio trevigiano). La città metropolitana, dunque, per Mogliano Veneto potrebbe significare una importante opportunità di crescita, anche dal punto di vista turistico essendo strettamente legata a località come Mestre, Marcon e Scorzè. Chiaramente un passaggio a Venezia comporterebbe però anche il dover rivalutare tutti i campionati sportivi locali, così come l'abbandono ai servizi della Ulss 2 Marca Trevigiana

Tutto ciò, però, non accadrà e a dirlo ai nostri microfoni è proprio il sindaco Davide Bortolato: «Quanto uscito sulla stampa nei giorni scorsi è stata solo una boutade del vicesindaco. Mogliano è e rimarrà sotto la provincia di Treviso, questo perché siamo fieri ed orgogliosi di essere trevigiani. Vero è che abbiamo la fortuna, come territorio, di essere limitrofi a Venezia, ma questa nostra identità ibrida è un qualcosa in più da valorizzare, di certo non uno svantaggio. Facciamo per esempio parte, storicamente parlando, della Diocesi di Treviso ma siamo anche parte del Consiglio di Bacino Venezia Ambiente e l'acquedotto ex Spim è veneziano. Ciò detto, una cosa è certa: in città non ci sarà alcun referendum per il passaggio alla Città Metropolitana. I cittadini stiano tranquilli!».

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