Fonderia Corrà, Zanoni: «Va approvata la nostra proposta di legge»

Il vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, commenta la conferenza pubblica sul problema delle emissioni in atmosfera e acustiche dello stabilimento di Guarda a Montebelluna

Il camino della fonderia

«Se il sindaco di Montebelluna vuole tutelare i suoi cittadini anziché limitarsi ad aspettare il Piano di risanamento del’azienda, si attivi con Zaia per colmare il vuoto normativo e solleciti l’approvazione della nostra proposta di legge che prevede limiti sulle emissioni odorigene”. È l’invito del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, commentando la conferenza pubblica sul problema delle emissioni in atmosfera e acustiche della Fonderia Corrà di Guarda di  Montebelluna.

«I residenti, specialmente nelle frazioni di Guarda e Caonada, sono prigionieri in casa propria, costretti in tutte le stagioni a tenere porte e finestre chiuse. I cattivi odori sono delle vere e proprie ‘molestie’, per questo insieme ad altri tre colleghi ho presentato a giugno 2018 un Progetto di legge (il 362 ‘Disposizioni per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene’) che tutela i cittadini dagli odori molesti. Successivamente è intervenuta anche la Giunta, lo scorso 25 febbraio, con un provvedimento simile (il 428 ‘Misure per la prevenzione e limitazione delle emissioni odorigene in atmosfera’) a dimostrazione della bontà e utilità della nostra iniziativa, confermata poi da Arpav che in fase di presentazione dei progetti nell’apposita Commissione consiliare della quale sono vicepresidente, ha sottolineato la mancanza di norme con limiti sugli odori. Mi spiace non essere potuto intervenire alla Conferenza, avrei potuto illustrare ai presenti i contenuti del nostro Pdl e la lunga risposta della Giunta alla mia interrogazione proprio sul caso della Fonderia»: sottolinea Zanoni.

«Le misure illustrate dal sindaco per limitare gli odori molesti sono pressoché inutili -spiega Zanoni- può ‘imporre’ all’azienda tutte le modifiche che vuole, ma senza una norma specifica i montebellunesi potranno essere lasciati in mezzo agli odori nel pieno rispetto delle regole. Deve avere il coraggio di chiedere al suo partito di intervenire su questo fronte; si rivolga Zaia e faccia approvare la legge, ben più urgente di quelle leggine inutili come il regalo ai neonati delle bandiere del Veneto, l’obbligo di esporle negli edifici pubblici, l’accesso con le armi nelle sedi regionali o la reintroduzione della leva obbligatoria, solo per fare qualche esempio. Nel frattempo Arpav intensifichi i controlli, a garanzia della tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Con le emissioni di questi impianti industriali non si scherza».

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A livello locale, inoltre, il capogruppo in Consiglio comunale e segretario di circolo Davide Quaggiotto annuncia una mozione “per chiedere l’approvazione della legge necessaria per  introdurre dei limiti ai cattivi odori. «Sarà organizzato -chiude Zanoni- anche un incontro pubblico per far conoscere ai residenti la proposta presentata da Zanoni su questo argomento. Bene i progressi fatti sul fronte del contrasto alla diossina ma ora serve anche un ulteriore provvedimento, importante non solo per i montebellunesi ma per tutti i veneti».

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