Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Cornuda

Moria di pesci nel torrente Nasson: torna l'incubo incquinamento

Il consigliere regionale del PD Zanoni: "Mi auguro che i responsabili vengano presto identificati, anche se purtroppo il danno è fatto con decine di pesci morti"

Numerosi pesci morti e sversamenti oleosi ed inquinanti nel torrente Nasson al confine tra i comuni di Cornuda e Pederobba. Questo quanto hanno scoperto nelle scorse ore i carabinieri forestali di Volpago del Montello, ed il sindaco di Cornuda Claudio Sartor, nel tratto in località Biancospino. Nell'occasione i militari hanno prelevato alcuni campioni d’acqua e verificato la presenza di scarichi in zona per i quali continuano ancora le indagini.

“Mi auguro che i responsabili dell’inquinamento del Nasson vengano presto identificati, anche se purtroppo il danno è fatto, con decine di pesci morti. Certi gesti delinquenziali sono un pericolo per la nostra salute perché c’è il rischio di contaminare le falde acquifere. Devono essere potenziati e intensificati controlli e servizi di vigilanza lungo fiumi e torrenti da parte di carabinieri forestali e polizia provinciale, ma anche le amministrazioni locali possono fare di più, incrementando il numero e l’utilizzo delle fototrappole”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico.

“Sono episodi che si ripetono, specialmente in questo periodo dell’anno, con una frequenza preoccupante. Nella scorsa legislatura ho presentato numerose interrogazioni chiedendo alla Regione di agire per tutelare sul serio le risorse idriche e l’ittiofauna del Veneto, revocando eventuali finanziamenti pubblici ai responsabili di questi scempi e costituendosi parte civile nei processi. Sono atti criminali - ribadisce Zanoni - che hanno conseguenze sulla nostra salute perché possono inquinare le falde acquifere da cui attingiamo l’acqua potabile e quella per irrigare ortaggi e frutta che poi finiscono sulle nostre tavole”.

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