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I banchi vuoti dei consiglieri di minoranza nell'aula del Consiglio comunale di Treviso (Foto di Davide Acampora)

I banchi vuoti dei consiglieri di minoranza nell'aula del Consiglio comunale di Treviso (Foto di Davide Acampora)

Rinviata la mozione della sinistra sulle Foibe: i consiglieri lasciano l'aula

Nuove scintille in consiglio comunale sul Giorno del Ricordo. La proposta dei consiglieri di minoranza per una nuova celebrazione delle foibe è stata respinta dando il via alla polemica

Il Giorno del Ricordo continua a far discutere il consiglio comunale di Treviso. Nella seduta di lunedì sera, 24 febbraio, i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l'aula di Palazzo dei Trecento dopo che la loro proposta di istituire un nuovo evento in città dedicato al Giorno del Ricordo era stata rinviata alla prossima seduta.

Il consigliere di maggioranza, Davide Acampora, commenta la vicenda con queste parole: «La Sinistra trevigiana non si è mai interessata di Foibe e né tantomeno gli è mai importato di commemorare a Treviso il 10 febbraio come Giorno del Ricordo. Lunedì sera però volevano a tutti i costi votare la loro proposta molto generica riguardante l'istituzione di una celebrazione per il giorno del Ricordo, guarda caso proprio quando noi capigruppo di maggioranza avevamo chiesto di intitolare una strada a Norma Cossetto. Ad un certo punto, con il loro parere contrario, si è deciso di spostare il voto di quella iniziativa al prossimo Consiglio, al fine di coinvolgere anche le associazioni degli esuli Istriano-Dalmati per chiedere un loro parere». A quel punto i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l'aula per protesta, urlando allo scandalo. «Perché invece non attendere la prossima seduta e fare le cose fatte bene senza fretta? - si chiede Acampora che conclude - Questo accade quando si ha la coda di paglia, quando si vuole fare finta di interessarsi ad una tematica, ma in realtà "sotto sotto" la questione invece è puramente demagogica. Questo accade quando un fatto "di principio" supera la falsa volontà di portare a termine qualcosa. Ma chi vogliono prendere in giro?»

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