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Palazzo dei Trecento, sala consiliare

Palazzo dei Trecento, sala consiliare

Treviso, proposta mozione per vietare la vendita di gadget fascisti e nazisti

"Coalizione Civica per Treviso" ha inviato nei giorni scorsi una richiesta scritta al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo per mettere al bando la vendita di oggetti littori

«Abbiamo inviato nei giorni scorsi al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo consiliari una proposta di mozione per la messa la bando nel territorio comunale del commercio e della diffusione di gadget fascisti e nazisti».

E' destinata a far discutere la nuova proposta del gruppo politico "Coalizione Civica per Treviso". La mozione si pone nell’ambito del contrasto al neofascismo e al neonazismo che motiva la recente proposta di legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti", nota anche come “Legge antifascista Stazzema” dal nome della località teatro nel 1944 di un eccidio nazista. Sulla proposta sono state raccolte centinaia di firme anche a Treviso. «Abbiamo proposto ai capigruppo di mettere in approvazione nel consiglio comunale di Treviso la mozione (di cui riportiamo caratteri e motivazioni in versione integrale)».

La proposta inviata da Coalizione Civica

Divieto di commercio e diffusione di gadget fascisti e nazisti nel territorio comunale.

Premesso che:

  • è da tempo diffusa anche nel nostro territorio e non accenna a ridursi la presenza in negozi, mercati ed esercizi pubblici di oggetti caratterizzati da immagini del regime fascista e di quello nazista
  • è altrettanto consolidata (e crescente) la presenza di gruppi neofascisti e neonazisti che traggono la loro convinzione di impunità anche dalla esibizione e vendita dei citati oggetti

 Considerato che:

  • la ricostituzione del disciolto partito fascista è esplicitamente vietata dalla Costituzione della Repubblica italiana
  • l’articolo 4 della L. 654/1952 “legge Scelba” prevede il reato di “apologia del fascismo”
  • il commercio e la diffusione degli oggetti evocanti i regimi fascista e nazista hanno una funzione propagandistica che può integrare il reato di “apologia del fascismo”
  • è compito di tutte le istituzioni contrastare la diffusione propagandistica di principi, metodi e rievocazioni del fascismo 
  • è stata recentemente presentata una legge di iniziativa popolare "Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti", sottoscritta anche da centinaia di trevigiani, a conferma della presenza nella nostra città di un radicato sentimento antifascista

Il consiglio comunale di Treviso:

  • esprime la propria contrarietà al commercio e alla diffusione di gadget fascisti e nazisti
  • si impegna a intervenire nell’ambito dei propri poteri, a cominciare da quelli regolamentari in materia di commercio fisso e ambulante e di pubblici esercizi, per vietare la vendita e l’esposizione di gadget fascisti e nazisti
  • impegna la Giunta Comunale a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, in particolare per quanto riguarda la vigilanza in materia di osservanza delle disposizioni regolamentari, per verificare il rispetto dei citati divieti.
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