L'ex Zanussi di Conegliano
Politica

Noi per Conegliano: «L'ex area Zanussi ha bisogno di scelte precise»

Il commento della coalizione politica dopo che l'asta per l'area è andata deserta ancora una volta: «Almeno un terzo dell'area va destinata a parco. Ci vuole una visione condivisa»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

L'asta per l'ex area Zanussi è andata deserta ancora una volta. «Nessuna sorpresa - commentano i componenti del gruppo politico "Noi per Conegliano" - In mancanza di indirizzi chiari da parte dell'amministrazione coneglianese e della società, che sappiano cogliere le grandi potenzialità del coneglianese, è infatti impossibile per chiunque, soprattutto per un privato, progettare un investimento economico di tale portata». 

Del resto, anche la perizia dei Ctu nominati dal Tribunale, datata 2019 e visibile tra i documenti dell'asta, afferma che in mancanza di una previsione urbanistica più precisa per l'area (attualmente rinviata ad un accordo pubblico-privato) non si può fare una stima certa del valore di mercato. La coalizione "Noi per Conegliano" ha preso in esame i documenti disponibili per l'area all'interno del Tavolo di Lavoro Urbanistica e Sviluppo sostenibile. Gli studi di fattibilità redatti dal comune nel 2015 e dalla curatela nel 2016 contengono infatti buoni elementi per elaborare un progetto. Vi sono anche alcune tesi di laurea e ipotesi interessanti come il lavoro dell'Università di Bologna sull'agricoltura urbana. «Nell'affrontare un percorso di rigenerazione urbana - ricorda Carlo Dal Vera - la partecipazione della cittadinanza e dei portatori di interesse è fondamentale per arrivare a un progetto di successo: la visione condivisa è la chiave per raggiungere la fattibilità e la sostenibilità economia ed ambientale. Le esperienze a cui fare riferimento non mancano in Italia e in Europa. La Cité du Vin è un'ottima idea e il gruppo intende anche dare spazio alla ricerca: al momento Università di Padova e Crea-Viticoltura si trovano nell'ambito della scuola enologica e non hanno modo di ampliarsi, nell'area potrebbero insediarsi centri di ricerca legati ad altri ambiti agricoli e ambientali oltre a quelli del mondo del vino». 

«Almeno un terzo dell'area va destinata a parco - afferma Amedeo Fadini - e la sperimentazione dell'utilizzo di piante per disinquinare il terreno potrebbe ridurre i costi della bonifica che sono l'incognita più grossa. A seconda della destinazione d'uso prevista potrebbe essere rivisto il progetto di bonifica attuale che prevede l'intera rimozione del suolo contaminato. Tra le attività insediabili negli 11 ettari dismessi ci sono sicuramente il terziario, spazi per la ricerca e innovazione, che riportino nuove opportunità di lavoro e una parte di residenza innovativa che sappia richiamare famiglie giovani e dare risposte alle nuove esigenze (Social Housing inter-generazionale)». «L'idea del grande parcheggio caldeggiata da Colomban è sicuramente utile - conclude Italo Rebuli - ma occorre individuare le giuste dimensioni all'interno di una riprogrammazione, qualificazione e valorizzazione della mobilità;pensare a quasi mille posti auto a raso ridurrebbe la superficie da destinare a parco e renderebbe molto difficoltoso l'afflusso e il deflusso in occasione di eventi che rendono esaurito il parcheggio visto che la viabilità circostante non è fatta per supportare un tale carico. Si potrebbe pensare anche ad una soluzione multipiano». «Sarebbe bello che il comune avesse le risorse per procedere all'acquisto dell'area, - affermano dal gruppo Urbanistica di "Noi per Conegliano" - e in ogni caso è importante che la nuova amministrazione si assuma la responsabilità di dare indirizzi precisi. Ad esempio, con una scheda norma che individui già le aree da destinare ad uso pubblico e le destinazioni per le aree di proprietà comunale».

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