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Nuovo Statuto regionale, Zaia: "Espressione autogoverno dei Veneti"

Il documento è stato votato all'unanimità dal Consiglio e ora si attende l'approvazione da Roma. Soddisfatto il presidente della Regione Luca Zaia

È stato votato ieri all'unanimità il nuovo Statuto del Veneto. Con grande soddisfazione da parte del governatore Luca Zaia e del presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato.

LA FESTA DEL CONSIGLIO - "Oggi (ieri, ndr.) è la festa di questo Consiglio – ha dichiarato Zaia – e il riconoscimento del suo grande senso di responsabilità. Dopo mesi in cui gli sono stati scaricati addosso tanti oneri, oggi (ieri, ndr.) può passare all'incasso degli onori".

Il governatore del Veneto, dopo aver ringraziato tutti i presenti, ha anche auspicato che lo Statuto non incontri ostacoli a Roma e venga approvato definitivamente al più presto. "In tal senso – ha precisato Zaia – ho raccolto nel recente incontro con il Ministro Anna Maria Cancellieri l'impegno del Governo".

PRIMA I VENETI - Luca Zaia ha sottolineato la "straordinarietà" del lavoro svolto dal Consiglio e la stagione di "modernità" che va aprendosi: "Stiamo vivendo un momento storico – ha commentato – positivamente segnato da una fase epocale di riforme, che ciascun consigliere ha affrontato anche togliendosi la casacca da militante, perché consapevole che 'prima vengono i Veneti'".

ESPRESSIONE DELL'AUTOGOVERNO - Il documento votato ieri va a sostituire quello risalente al 1970, introducendo novità sia sul piano dei principi che su quello delle funzioni e dei compiti. "Per la prima volta siamo di fronte a una Carta costituzionale introdotta con una legge regionale – ha dichiarato con soddisfazione Zaia – e quindi non più figlia di una legge dello Stato, ma espressione dell'autogoverno del popolo Veneto".

RISPOSTE AI CITTADINI - Lo Statuto prevede, tra l'altro, l'elezione di un consigliere ogni centomila abitanti, l'istituzione del Consiglio delle Autonomie, la specificità di Belluno; un nuovo regolamento consiliare, che che designa un ruolo rinnovato sia per la maggioranza che per lo'opposizione; la possibilità per i Veneti di scegliere i propri candidati e, dulcis in fundo, il taglio ai costi della politica, come l'eliminazione dei vitalizi, la riduzione delle indennità e del numero di consiglieri, la limitazione a due mandati.

"Abbiamo avuto il coraggio di fare delle leggi e dei regolamenti che i cittadini ci chiedevano – ha sottolineato Zaia – Noi li abbiamo fatti, lo Stato ancora no".

FEDERALISMO PER USCIRE DA CRISI - Per il governatore regionale, inoltre lo Statuto apre definitivamente la strada al federalismo e all'autonomia, pur rispettando la Costituzione. "Sarà proprio l'attuazione del progetto federalista – spiega Zaia – la via maestra per uscire dalla crisi, distribuendo equamente risorse, ma anche responsabilità gestionali e amministrative a livello locale".

"È un momento delicato – ha concluso Zaia – che noi possiamo oggi affrontare con uno strumento più efficace per realizzare le necessarie politiche di intervento. Possiamo farci carico di nuove responsabilità in favore delle giovani generazioni perché questo Statuto – ha dichiarato il governatore, citando Piero Calamandrei – è presbite: vede male le cose da vicino, ma vede molto bene quelle lontane".

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