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Ex caserma occupata, Impegno Civile: "Bisogni restano, chi li esprime è ricchezza"

Luigi Calesso e Tino Zandigiacomi appoggiano l'ultima iniziativa del collettivo Ztl Wake Up, sottolineando come la loro protesta non troverà fine finché la richiesta di spazi non verrà esaudita

"La nuova occupazione di ZTL va affrontata, secondo noi, tenendo presente, prima di tutto, che chi agisce per cercare risposta ad un bisogno urgente continua nella propria azione finché il problema non ha ottenuto soluzione, finché l’esigenza non viene, in qualche modo, soddisfatta".

Commentano con approvazione e comprensione l'iniziativa del collettivo gli esponenti di Impegno Civile, Luigi Calesso e Tino Zandigiacomi.

"Proprio continuando nella propria azione, pur in presenza di una amministrazione comunale di segno diverso da quella precedente, il collettivo ZTL dimostra che il problema non era stato posto strumentalmente ma che quella dei ragazzi che hanno occupato l’ex-caserma Salsa è una esigenza reale, condivisa dalle centinaia di ragazzi che hanno partecipato alle iniziative alla ex-Telecom e anche durante la precedente occupazione della ex-caserma di Santa Maria del Rovere".

Secondo Calesso e Zandigiacomi, dunque, è comprensibile che in mancanza di una soluzione i ragazzi di ZTL abbiano deciso una nuova occupazione.

"Continuiamo a preferire i ragazzi che segnalano alla città una necessità, che chiedono risposte, che agiscono per rispondere ai loro bisogni a quelli che a decine sono andati in coma etilico la notte di Halloween: probabilmente questi giovani non 'disturbano' nessuno ma certo non danno alcun contributo alla loro generazione ed alla comunità civile", proseguono.

"I ragazzi di ZTL, inoltre, hanno dimostrato la capacità di presentare all’amministrazione comunale un progetto articolato e che si propone di superare, come è bene che sia, una logica del tutto autoreferenziale: il loro obiettivo non è quello di 'trovarsi un posto', ma di aprire un luogo della città ai giovani, ai gruppi, ai residenti del quartiere. ZTL, quindi, secondo noi continua a chiedere risposta ad un bisogno legittimo - concludono Calesso e Zandigiacomi - e questa richiesta non può che essere ascoltata da chi, come l’amministrazione comunale, può lavorare per darvi risposta".

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