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Gli esponenti del Partito Democratico davanti all'ospedale di Montebelluna

Gli esponenti del Partito Democratico davanti all'ospedale di Montebelluna

Polemiche sull'ospedale San Valentino: «Il Pd rischia di schiantarsi»

Elzo Severin, sindaco di Montebelluna, attacca gli esponenti del Partito Democratico locale dopo l'esito dell'ispezione ministeriale che non aveva rilevato irregolarità

Non si placano le polemiche intorno all'ospedale San Valentino. Giovedì 14 gennaio il sindaco di Montebelluna, Elzo Severin, ha duramente criticato in una nota ufficiale gli esponenti del Partito Democratico locale: «A fare i saltimbanco c’è il rischio schiantarsi».

Queste le parole del primo cittadino che ha poi continuato: «E’ vergognoso il gioco portato avanti dagli esponenti del Pd locale per il quale si accusa l’amministrazione comunale di aver innescato la polemica sulla situazione dell’ospedale San Valentino quando invece è vero il contrario, ovverosia che sono stati gli stessi esponenti del Pd ad aver alimentato un immotivato allarmismo e ad aver chiesto un’ispezione ministeriale. Bisogna essere chiari al riguardo: quando si chiede un’ispezione ministeriale lo si fa perché si ritiene che siano accaduti fatti gravi rispetto ai quali vi sono da individuare i responsabili da punire. E’ una misura estrema che si può richiedere solo in casi eccezionali. Ora gli esponenti del Pd non si possono nascondere dietro ad un dito dicendo che si tratta solo di una richiesta di informazioni e purtroppo bisogna segnalare che gli esponenti del PD locale non sono nuovi a comportamenti del genere. Ricordo l’ispezione ministeriale richiesta qualche anno fa sulla situazione del liceo Levi: una strumentalizzazione politica finita tra l’altro con un clamoroso flop. E non si dica che era per il bene della scuola. Quello del Pd è lo stile esattamente contrario a quello di questa amministrazione che da dieci anni regge la città cercando di avere rispetto di tutti gli attori istituzionali secondo il principio giuridico di leale collaborazione.

Coloro che hanno cercato polemiche sul tema della sanità sono gli esponenti del Pd, secondo uno stile di partito che non si è giocato solo a livello montebellunese ma anche a livello regionale. I cittadini hanno però già tratto le loro conclusioni su come è gestita la sanità veneta. Nell’ultima tornata elettorale per le regionali sono state premiate le scelte di Zaia. Ricordo una volta di più perché Montebelluna ospita ammalati Covid - continua il primo cittadino - Siamo entrati da anni nella logica di un ospedale unico articolato su due sedi per un bacino amplissimo che va dal montebellunese al valdobbiadenese. Una delle due sedi, quella di Castelfranco Veneto, non era utilizzabile come centro Covid perché ospita pazienti oncologici, per cui il sacrificio è stato chiesto all’ospedale montebellunese. Giustamente e correttamente. Da medico posso affermare che accanirsi contro chi dirige l’ospedale e chi ci lavora è una mancanza di rispetto ingiustificabile. Quanto al Comitato per la tutela dell'ospedale viene da chiedersi come mai vi fossero degli esponenti del Pd a raccogliere le firme sotto ai gazebo. Se lo avesse fatto qualche esponente della Lega si sarebbe gridato alla strumentalizzazione del Comitato. La sensazione è che il Partito Democratico locale usi due pesi e due misure, sistema proprio di chi si si sente dalla parte del bene contro il male» conclude Severin.

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