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Un'Altra Treviso: ridurre impatto piano recupero ex Mulini Mandelli

Presentate da anna Mirra e Luigi Calesso di Un'Altra Treviso le osservazioni per la riduzione del danno del piano di recupero ex-Mulini Mandelli

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Con le osservazioni, depositate nei giorni scorsi in municipio, al progetto del Piano di Recupero ex-Mulini Mandelli, approvato dalla giunta a fine marzo, tentiamo di ridurre il danno di un intervento che, comunque, rappresenterà la cementificazione di un’area verde che nel P.R.G. del Comune era ancora destinata, appunto, a verde pubblico.

Come si può notare dal testo delle osservazioni, chiediamo (punto 7 delle proposte) che l’edificazione venga concentrata nella zona Est dell’area verde, in modo da ridurre la porzione del comparto sottratta al verde: si tratta sicuramente dell’aspetto più importante perché l’attuale configurazione della nuova edificazione (allegata visione planimetrica dell’intervento) significa compromettere 2/3 dello spazio attualmente libero da costruzioni.

Di grande importanza, a nostro avviso, è anche la proposta (punto 9) che venga rivista la contropartita pubblica del Piano di Recupero, aumentandola sensibilmente, prevedendo una cessione anche al Comune di parte del complesso di archeologia industriale e quantificando in progetto il valore economico di tale contropartita. Al punto 1 proponiamo, in particolare, che la cubatura destinata alla “Porta del Parco” all’interno degli edifici di archeologia industriale venga aumentata da 1.000 a 3.000 metri cubi sottraendone 2.000 alla cubatura a destinazione ricettiva (che scenderebbe da 22.000 a 20.000 metri cubi) e che tra le strutture ricettive venga previsto un ostello della gioventù. Tra l’altro, la Variante al Piano Ambientale del Parco del Sile, almeno nell’ultima versione a noi nota, prevede (scheda attività  produttive 12) la cessione gratuita al Comune, oltre che all’Ente Parco di “una quota-parte di tali manufatti di archeologia industriale e relative aree di pertinenza”: tale cessione non risulta agli atti del Piano di Recupero.

Particolare rilevanza ha, a nostro avviso, anche il problema dell’equilibrio idrogeologico dell’area interessata alla edificazione e di quelle limitrofe, equilibrio destinato inevitabilmente ad essere compromesso in mancanza di adeguati interventi di compensazione della cementificazione di vaste porzioni del comparto. Proponiamo, quindi, che venga nuovamente esaminata l’area dal punto di vista idraulico in modo tale da ottenere una classificazione di rischio univoca, invece di quelle divergenti di P.T.C.P. e P.R.G. e si tenga conto dei rischi derivanti dalla vicinanza di Sile e Storga: questa nuova analisi permetterà di avere maggiori certezze sulla compatibilità o meno da un punto di vista idraulico della realizzazione dei parcheggi interrati e della piscina e si otterranno indicazioni più precise sul volume d’invaso minimo richiesto per garantire l’invarianza idraulica (calcolato con parametri diversi a seconda della classificazione di rischio idraulico dell’area).

Per quanto riguarda i corsi d’acqua (Sile e Storga) chiediamo che venga ripristinato il ramo della Storga che liberamente confluiva nel Sile e che venga demolito lo sbarramento che un po’ più a valle degli ex-mulini limita lo scorrere delle acque incanalandole attraverso una chiusa nel cosiddetto “Sile morto”: questo intervento, oltre a rendere navigabile il “Sile morto” – estendendo la navigabilità del fiume da ponte della Gobba a Portegrandi, salvo un ostacolo facilmente rimovibile nella zona dei “laghetti verdi” – permetterebbe al corso originario del Sile di avere una portata d’acqua sufficiente ad ovviare all’atrofia a cui è destinato nei mesi estivi.

Visto che l’area oggetto di intervento si trova in Sito di Interesse Comunitario – Zona di Protezione Speciale proponiamo ulteriori interventi per la salvaguardia della fauna: l’area verde non dovrebbe presentare recinzioni sui lati prospicienti via Fratelli Benvenuto e via Alzaia in modo tale da poter svolgere le funzioni di corridoio faunistico, non dovrebbero individuati percorsi pedonali predefiniti, né trovino posto aree per pic-nic o parchi giochi per bambini in modo da ridurre al minimo il disturbo antropico e compensare, almeno in questo modo, gli effetti derivanti dall’urbanizzazione, nel punto  in cui la Storga passa da deflusso a pelo libero a deflusso intubato il sistema di grigliatura dovrebbe garantire il passaggio e la rimonta della fauna ittica.

Altre proposte, infine, riguardano: il completamento – vista l’importanza ambientale dell’area – della Valutazione di Incidenza Ambientale (ora ferma a livello di “screening”), l’inquinamento luminoso ed acustico, le analisi del suolo e la relativa bonifica, la nuova viabilità dell’area, la salvaguardia della vegetazione arborea esistente ed il suo incremento, l’utilizzo nell’intervento di tecniche di bioedilizia, la realizzazione di un’area attrezzata a parcheggio per camper.

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