Operaio morto sul lavoro a Istrana: «Siamo di fronte a una strage quotidiana»

La Procura di Treviso apre un'inchiesta. La parole di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, a proposito dopo l’ennesima morte bianca avvenuta venerdì scorso

Marzio Borsato

Omicidio colposo. Questa l'ipotesi di reato a carico del titolare della "Elledi Plast" con cui il pubblico ministero Barbara Sabattini ha aperto un fascicolo di indagine sull'incidente di lavoro costato la vita venerdì corso al 47enne di Paese Marzio Borsato. La tragedia è avvenuta a  Pezzan di Istrana all'interno dei magazzini dell'azienda di via Montello. Borsato è stato travolto e ucciso da un bancale di materiale plastico che gli è finito addosso, uccidendolo sul colpo. Sul posto erano intervenuti  i vigili del fuoco e gli infermieri del Suem 118 che hanno cercato inutilmente di rianimare l'operaio ma  le lesioni riportate dall'uomo erano troppo gravi.

«Non possiamo continuare a piangere i morti sul lavoro: siamo di fronte a una strage quotidiana, 600 vittime in Italia da gennaio a luglio, una cifra indegna di un paese minimamente civile e il Veneto, purtroppo, è ai primi posti. Non mi stanco di ripeterlo: da un lato occorre più prevenzione, con campagne di informazione e sensibilizzazione, dall’altro maggiori controlli e sanzioni più severe». A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico a proposito dell’ennesima ‘morte bianca’, avvenuta venerdì scorso a Pezzan di Istrana, dove ha perso la vita un operaio di 48 anni di Paese, schiacciato da un bancale.

«Sono vicino ai familiari, agli amici e ai colleghi di lavoro, ma la solidarietà non basta. La politica ha il dovere di dare delle risposte: a che punto siamo con l’attuazione del Patto per la sicurezza sul lavoro, il protocollo firmato tra Regione e parti sociali nel luglio dello scorso anno? Era prevista, fra l’altro, l’assunzione di 30 nuovi tecnici Spisal entro la fine del 2018: che fine ha fatto questo impegno? Con la calura dei giorni scorsi i controlli avrebbero dovuto essere rafforzati, perché il fisico delle persone ne risente sempre. In ogni caso, nonostante i rinforzi promessi, si tratta di numeri insufficienti: gli organici sono già ridotti all’osso e inferiori a quelli di Emilia Romagna e Toscana che hanno una popolazione inferiore, visto viene sostituito il personale andato in pensione. Secondo i dati degli Spisal, in dodici mesi riescono a controllare appena il 4% delle aziende presenti sul territorio, quindi un’ispezione ogni 25 anni: così è impossibile compiere un’azione davvero incisiva».

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