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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica Centro / Viale Cesare Battisti

Palazzi vuoti e risiko immobiliare: le ragioni del Comune

Ca' Sugana interviene sulla questione dei palazzi vuoti in centro storico e rispedisce al mittente le accuse dei privati, secondo i quali il Comune sarebbe responsabile del fallimento di progetti come il Virgin Active Village

Stabili vuoti in centro, un esercito di "ex" abbandonati nel cuore della città. In molti puntano il dito contro Ca' Sugana, ma l'amministrazione comunale si difende.

Lunedì il sindaco Gian Paolo Gobbo ha organizzato una conferenza stampa ad hoc per fare il punto della situazione e rispondere alle accuse più o meno indirette ricevute negli ultimi giorni. Presenti anche l'assessore all'urbanistica, Sergio Marton, e il presidente della Provincia, Leonardo Muraro.

I CASI - A far scoppiare la bomba è stata la chiusura, giovedì 14 febbraio, degli accessi alla ex Provincia, in via Battisti, ora circondata da una palizzata in legno per impedire a clochard e "gente promiscua" (come l'ha definita Giancarlo Gentilini) di trovarvi riparo.

La società propriteria dell'edificio, Numeria, ha scaricato la colpa dello stato di abbandono del palazzo sul Comune, rincarando così le accuse di parte dell'opinione pubblica e dell'opposizione.

E' seguito, a stretto giro, il caso del progetto Virgin Active Village naufragato, secondo la società, a causa delle lentezze burocratiche di Ca' Sugana ben prima della crisi del 2008.

CA' SUGANA RISPONDE - Per il sindaco Gobbo e l'assessore Marton si tratta di pura strumentalizzazione politica, dietro la quale si nasconde la mancanza di iniziativa e di risorse dei privati.

Non è colpa del Comune, dunque, se i progetti di riqualificazione dei palazzi del centro sono naufragati. Il risiko immobiliare li ha svuotati, ma la crisi li avrebbe relegati nell'abbandono.

EX PROVINCIA - La ex sede dell'ente provinciale è stata acquisita da Numeria nel 2009, ma la società - accusa Ca' Sugana - ha atteso il 2011 per indire un concorso di idee e gennaio 2013 per chiedere il parere del Comune sul progetto scelto.

Senza contare che il palazzo è protetto da vincolo conservativo della Sovrintendenza, in quanto si tratta di un'opera del 1955 dell’architetto urbanista Piccinato. Demolirlo, quindi, è fuori discussione, così come pensare a interventi di trasformazione neppure. 

“Sul documento ufficiale – ha sottolineato Marton - abbiamo cercato di stringere i tempi più possibile per fare l’istruttoria che è in corso e quasi ultimata e probabilmente per la settimana sarà finita”.

VIRGIN VILLAGE - L'assessore fa la ramanzina ai privati anche in merito all'altra questione, sollevata dalla stampa locale negli ultimi giorni: quella del Virgin Active Village, che sarebbe dovuto sorgere nell'area Dogana, prima, nella zona all’incrocio delle Stiore denominata anche zona Cattaneo, poi.

Originariamente - ha spiegato Marton - il centro avrebbe dovuto essere realizzato in seno al progetto Taurus, in viale della Serenissima. Ma dopo il primo incontro tra le parti interessate e il Comune, due anni fa, non si è visto più nessuno - denuncia Marton - anche perché il progetto Taurus è naufragato.

E l'alternativa, l'area Cattaneo, non è compatibile con la destinazione d’uso della società Virgin.

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