Festeggia sotto casa del rivale, sindaco nella bufera

Paola Roma è stata accusata dalla lista civica "Ponte X Tutti" di aver festeggiato la recente vittoria elettorale brindando sotto le finestre di casa del rivale Alvise Tommaseo

Il sindaco Paola Roma (Foto d'archivio)

Scoppia una nuova polemica contro il sindaco di Ponte di Piave, Paola Roma. La lista civica "Ponte X Tutti" l'ha accusata in queste ore di aver compiuto una grave scorrettezza politica subito dopo la vittoria alle recenti elezioni comunali.

Ricostruiamo però la vicenda con ordine: lo scorso sabato 16 marzo la campagna elettorale era cominciata in piazza Garibaldi con l'incontro tra il candidato sindaco Alvise Tommaseo e l'ex sindaco leghista Paola Roma. Tra i due c’era stata una bella stretta di mano, immortalata dai fotografi e la promessa di mantenere sempre lealtà e rispetto per l'avversario politico. «Così non è stato» commenta oggi il gruppo consiliare uscito sconfitto dalle ultime elezioni. Le accuse che i rappresentanti della lista civica muovono contro il primo cittadino del paese sono piuttosto pesanti: «Mezz'ora dopo l’esito delle votazioni, lunedì 27 maggio, verso 15.30, il nostro candidato sindaco ha telefonato per ben 3 volte al neo-eletto primo cittadino volendo complimentarsi per la vittoria. Al cellulare però nessuno ha risposto. A quel punto Alvise Tommaseo ha inviato un sms di congratulazioni a Paola Roma da cui non è mai arrivata nessuna risposta. Niente di male - commenta la lista civica - Lunedì scorso però, a meno di 20 giorni dalla sua vittoria, Paola Roma è andata a festeggiare con un folto gruppo di amici, proprio sotto le finestre di casa del rivale, brindando implicitamente alla sconfitta dell'avversario».

tavola imbandita sotto la finestra di Tommaseo-2

In foto l'immagine delle tavolate allestite sotto le finestre di Alvise Tommaseo

Stando alla ricostruzione della lista civica, Paola Roma sarebbe arrivata poco prima delle 20 e si sarebbe intrattenuta per alcune ore, nel corso delle quali non si è limitata solo a cenare e a brindare ma ha voluto fare, sempre sotto le finestre dell’avversario sconfitto, un discorso celebrativo della sua vittoria. Su richiesta dei figli, Alvise Tommaseo quella sera si è visto costretto ad abbandonare la propria abitazione e a portare fuori la famiglia, fino al termine delle celebrazioni. «Certamente la sindaca non ha violato né leggi, né regolamenti; non ha effettuato alcun abuso di domicilio, né ha scavalcato cancelli di ingresso. Evidentemente a quei festeggiamenti anomali era stata invitata da qualcun altro che lì risiede - ipotizzano Tommaseo e i suoi fedelissimi - Ma gli inviti, in alcune occasioni, possono, anzi dovrebbero, essere gentilmente rifiutati, soprattutto quando hanno un evidentissimo fine strumentale e quando sono proposti da persone con una determinata storia personale. L’attuale primo cittadino, in altre circostanze, ha rifiutato degli inviti: ci riferiamo, ad esempio, ad un interessante confronto pubblico che si sarebbe dovuto tenere alcune settimane fa su importanti questioni che riguardavano l’amministrazione del comune di Ponte di Piave. A quella proposta l’attuale sindaca  diede un netto diniego. Accettare l’invito di festeggiare la vittoria sotto le finestre del candidato sindaco sconfitto (cosa mai vista, né sentita in altri Comuni) denota, da parte della prima cittadina, una scarsissima sensibilità istituzionale e la totale carenza di rispetto e lealtà nei confronti non solo del concorrente diretto, ma anche di tutti i candidati consiglieri della lista civica "Ponte X Tutti" e, più in generale, dei 1855 cittadini che l'hanno votata. Vincere va benissimo, festeggiare la vittoria va altrettanto bene, ma c’è modo e modo di farlo. Se si vuole stravincere anche al costo di umiliare, e peggio ancora deridere, gli avversari non va bene. Sappiamo - concludono - che alcuni elettori della Lega, venuti a sapere del comportamento provocatorio hanno preso, privatamente, le distanze da tale fatto, facendo pervenire al nostro Gruppo la loro sincera solidarietà. Noi continuiamo, nonostante tutto, forse nella nostra ingenuità, ad essere degli idealisti ed a sperare che, in generale, l’imbarbarimento della vita privata e pubblica di questo Paese possa segnare una salutare inversione di tendenza. Continueremo a comportarci con lealtà e faremo un’opposizione costruttiva avendo sempre come fine il bene di Ponte di Piave e dei suoi cittadini».

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