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Politica

"Non ci uniremo ai partiti che sono ben contenti di collaborare a questa messinscena"

Lettera di Fabio De Cassan, segretario provinciale di Venezia del Partito Comunista Italiano, e di Davide Busetto, PCI trevigiano

TREVISO Il referendum del 22 ottobre altro non è che un simpatico e costoso teatrino messo in piedi dalla giunta Zaia, probabilmente per mascherare provvisoriamente la deriva nazionalista del proprio partito. Non ci uniremo a quei partiti che sono ben contenti di collaborare con il presidente Zaia a questa messinscena. Concordiamo sulla necessità di rivedere il rapporto tra Stato e regioni, e siamo i primi a sottolineare la disparità di trattamento che devono affrontare, ad esempio, i nostri comuni di montagna rispetto ai loro vicini trentini e friulani ma, proprio per questo, consideriamo l'argomento una questione seria. Non possiamo non indignarci nel veder spesi 14 milioni di euro per un referendum che, concretamente, non porta a nulla. Non aumenterà il peso contrattuale della regione e non servirà ad implementare una qualche riforma che porti nelle casse della Regione Veneto maggiori fondi.

Se il Presidente Zaia e il suo collega Maroni sono preoccupati per la linea del loro partito dettata da Salvini, crediamo che avrebbero potuto trovare metodi decisamente più economici per farlo presente al loro elettorato, evidentemente preoccupato dall'abbandono del localismo che per anni ha animato la base della Lega Nord. Difficile poi dimenticare come la Lega Nord sia già stata al governo ma non portò a casa granché e, anzi, una volta arrivata a Roma continuò a fare propaganda (ad esempio i tristemente famosi "ministeri del nord"). Usare i soldi dei residenti in Veneto e la nostra storia millenaria per un confronto interno alla Lega Nord è un qualcosa di profondamente vergognoso. Noi il 22 ottobre non andremo a votare.

Fabio De Cassan

Segretario provinciale di Venezia del Partito Comunista Italiano 

Davide Busetto

Partito Comunista Italiano - Treviso

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