Appello su ASCO del Partito Democratico di Treviso: "Serve un patto tra i sindaci"

Il segretario Giovanni Zorzi e la collega Anna Sozza: "Crediamo che ASCO debba essere esempio di una guida pubblica, di una proficua collaborazione tra pubblico e privato"

TREVISO "È giunto il momento di uscire dalla palude in cui ci siamo infilati in questi lunghi mesi passati tra dispute legali, ricorsi e cavilli interpretativi. Se vogliamo veramente essere utili allo sviluppo del nostro territorio, se vogliamo veramente fare l’interesse dei cittadini trevigiani, serve uno scatto di responsabilità che ci permetta disuperare la guerra di posizione tra le due diverse idee di fusione che sta logorando i nostri sindaci e di capire come continuare a fare di ASCO un prezioso patrimonio delle nostre comunità. La partita adesso va seriamente giocata sul tavolo della politica, quella fatta a servizio del territorio e non a difesa di posizioni di comando". A dirlo è Giovanni Zorzi, Segretario Provinciale del Partito Democratico di Treviso.

"Non si mette in discussione il valore politico della legge Madia - dichiara invece Anna Sozza, Responsabile provinciale Enti Locali PD Treviso - di cui rivendichiamo la ratio e la necessità della sua applicazione, bensì la capacità della governance attuale di interpretarla come un’occasione importante per attrezzare ASCO ad affrontare al meglio le sfide del mercato globale. La priorità non è quindi affrontare il tema se è più comoda la fusione di ASCO Holding con TLC o con la quotata, perché, così facendo, mentre il terreno comincia a franare da sotto i piedi, non si fa alcun passo in avanti".

"Il tema da affrontare subito e su cui è necessario fare chiarezza è un altro - continuano all'unisono i due politici trevigiani - i Comuni devono prima di tutto esprimersi con chiarezza sulla loro volontà o meno di mantenere le proprie quote e quindi procedere ad una verifica del  pacchetto di maggioranza e del controllo pubblico. Per noi questo significa volontà di continuare a mettere ASCO nelle condizioni di erogare risorse aggiuntive e servizi ai Comuni, dare ai cittadini una società sana in grado di produrre servizi fondamentali in modo competitivo, e rapportarsi con il socio privato in funzione di una gestione più efficiente e efficace".

"Lanciamo quindi un appello ai sindaci soci e a tutte le forze politiche ad abbandonare da subito la disputa tra tesi contrapposte e a collaborare a un rinnovato patto con cui s’intenda riaffermare il ruolo del pubblico all’interno della società - chiosano i due esponenti del PD - la scelta di identificare la via più semplice per l’applicazione della legge diventerà così una via condivisa e semplificata, fuori dalle contrapposizioni, costruendo assieme una linea di governance più chiara, che agevoli i nostri sindaci nella ricerca di una collaborazione con i partner privati in funzione di un proficuo piano industriale. Serve da subito un patto tra i sindaci in cui si definisca come vogliamo sostenere il valore della guida pubblica di ASCO e poi, chiarito il nostro disegno, convenire con il privato in quello che sarà a tutti gli effetti il patto di sindacato che andrà a regolare le relazioni tra soci e ad identificare quale sarà il modo di applicare la Madia più coerente agli obiettivi e alle relazioni concordate".

"Il nostro è un appello rivolto a chi ha effettivamente a cuore il futuro di ASCO e non si nasconde dietro a tatticismi o contese giurisprudenzialiin attesa del momento giusto perpassare all’incasso. Indipendentemente dal termine ultimo, sia esso il 23 marzo o il 30 settembre, il tempo stringe, l’allarme è già suonato e non ci sono più alibi. Crediamo che ASCO debba essere esempio di una guida pubblica, di una proficua collaborazione tra pubblico e privato - conclude Zorzi- capace di far crescere il territorio con servizi, investimenti e occupazione. Per questo serve un impegno serio e di lungo periodo, forte e condiviso. Il Partito Democratico è disponibile a lavorarci da subito, con responsabilità e determinazione".

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