Il Partito dei Veneti e la crisi: «Lo Stato italiano ha fallito»

Antonio Guadagnin e Alessio Morosin in una nota congiunta: «Ecco perché ci presenteremo alle future elezioni regionali e lo faremo con un programma che ruota tutto intorno all'autonomia e l'autodeterminazione»

Il Partito dei Veneti

«La pandemia ha lasciato dietro di sé una scia di desolazione economica». Lo dicono Antonio Guadagnin e Alessio Morosin, il primo candidato presidente del Partito dei Veneti il secondo fondatore di Indipendenza Veneta, che aderisce al Pdv. «Quasi tre mesi di chiusura forzata - dicono in una nota - hanno enormemente indebolito il nostro tessuto produttivo e i tentennamenti del governo centrale di certo non hanno aiutato: i soldi del bonus non sono arrivati a tutti quelli che ne avevano bisogno, i prestiti garantiti dallo Stato si sono dimostrati un meccanismo farraginoso, lasciando alle banche e alla loro discrezionalità, erogazione di denaro che invece serviva subito non solo per dare ossigeno alle imprese ma anche per spezzare quella catena economica che invece si è inesorabilmente spezzata, ad esempio lasciando soli il mondo della fornitura in una traversata del deserto la cui destinazione appare, in moti casi, essere la morte certa».

«Il quadro nel Veneto  - continuano - è drammatico: un settore vitale come il turismo è stato letteralmente affossato e per farlo ripartire ci vorrà pazienza e tempo che purtroppo non abbiamo e non va meglio alla manifattura, schiacciata da un calo degli ordinativi che fa dire a una azienda su tre che il tempo che intercorre fra la cosiddetta ripartenza e la chiusura è di soli tre mesi. Lo Stato italiano ha fallito il suo compito di proteggere i cittadini. Non ci sono le risorse per aiuti veri e concreti. L’Italia spera che l'Unione Europea venga in soccorso di un bilancio pubblico già stremato da ampie sacche di spreco e clientelismo che ora emerge in tutta la sua drammaticità. Ma il debito è da default. Con la vera autonomia, tanto per cominciare, le cose sarebbe state diverse. Il Veneto sgobbone e formica avrebbe avuto le risorse per mettere in piedi un sistema di sostegno all'impresa e ai cittadini, pompando denaro vero nelle tasche della gente, attivando meccanismi di prestiti a fondo perduto alle aziende, gestendo meglio la crisi sanitaria e quella sociale che è la vera sfida del domani di un territorio che sa autogovernarsi».

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«Ecco perché - concludono Guadagnini e Morosin - ci presenteremo alle future elezioni regionali e lo faremo con un programma che ruota tutto intorno al tema per cui passa il domani nostro e dei nostri figli: l'autonomia con i soldi non con le chiacchiere ed il rinvio come avvenuto fino ad oggi. Indipendenza Veneta, già capitanata nel 2015 dal suo fondatore e leader Alessio Morosin, da due anni sostiene convintamente quel raggruppamento di forze autonomiste, federaliste e indipendentiste rappresentato, oggi, unitariamente dal Partito dei Veneti, che ha quale proprio candidato presidente Antonio Guadagnini. Indipendenza Veneta è ancora più convinta di aderire ad una scelta unitaria. Unire i Veneti in un unico grande progetto per dare voce, autogoverno e autodeterminazione ad un popolo che ha un patrimonio storico millenario. In questi 5 anni abbiamo raccolto le adesioni e il sostegno di una parte importante della società veneta stanca della deriva parassitaria dello Stato italiano. Anche il mondo degli intellettuali, come quello degli imprenditori, vedono nell'irrobustirsi di una prospettiva confederale, unica strada da imboccare subito con una nuova costituente per uscire dall'empasse, fuori da schemi di assistenzialismo e centralismo statalista unito solo dalla vuota retorica del tricolore in un mare di debiti e di irresponsabilità».

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