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Domenica, 14 Aprile 2024
LE CRITICHE / Spresiano / Superstrada Pedemontana Veneta

Pedemontana: «I conti non tornano, innesto sulle tasche dei veneti»

Giovedì 6 aprile l'inaugurazione del collegamento con l'A27 ma le critiche non mancano. Cappelletti (M5S): «Il costo della Pedemontana non ha eguali al mondo: 80 milioni di euro al chilometro»

Dopo una lunga attesa, giovedì 6 aprile, la Pedemontana Veneta è stata collegata con l'A27. In una giornata di festa al casello di Spresiano non sono mancate le critiche da parte delle opposizioni. 

«L'innesto avrebbe già dovuto esserci nel 2016, data inizialmente prevista per la fine lavori - scrive in una nota Enrico Cappelletti, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Industria -. Ma questo ritardo non è certo la principale criticità dell’opera. Rimangono altre preoccupazioni: se non vi sarà un passaggio veicolare sufficiente a coprire i costi, li dovrà coprire interamente la Regione, cioè i cittadini: e si tratta di una cifra superiore ai 13 miliardi. Rispetto alle prime stime, il costo complessivo dell'opera é arrivato a 2,258 miliardi, di cui 900 milioni corrisposti dallo Stato e dalla Regione e il resto dai privati. Tuttavia, come possiamo dedurre dalla relazione della Corte dei Conti, su “La ridefinizione del rapporto concessorio della superstrada Pedemontana Veneta”, del febbraio 2018, pagheremo per la Pedemontana Veneta complessivamente l’ulteriore astronomica cifra di 12,1 miliardi di euro, a causa del canone di disponibilità riconosciuto dalla Regione al concessionario, indipendentemente dai flussi di traffico. Se sommiamo i 900 milioni di euro già finanziati e i 12,1 mld di canone di disponibilità, il costo totale dell’opera voluta dal Presidente della Regione Zaia raggiungerà dunque la cifra di 13 miliardi. Considerata la lunghezza dell’opera, 162 chilometri tra strada ed opere complementari, arriviamo ad un costo di circa 80 milioni di euro al chilometro. Una cifra enorme che non ha uguali al mondo. E’ di tutta evidenza che, se l’opera anziché in project financing fosse stata realizzata con una normale gara d’appalto, il risparmio avrebbe potuto superare i 10 miliardi di euro! C’è poco da stupirsi se ora, per poterla utilizzare, dovremo pagare i pedaggi più cari d’Italia. Forse le Associazioni di categoria che lamentano oggi il caro pedaggi, avrebbero dovuto pronunciarsi al momento della firma delle scellerate convenzioni economico-finanziarie, evidentemente tutte a favore dei privati. Noi il problema l’avevamo denunciato: ora che è sotto gli occhi di tutti, è tardi per porvi rimedio, seppur la speranza non termina mai».

Alle parole di Cappelletti si è poi aggiunto il commento di Arturo Lorenzoni, portavoce dell'opposizione in consiglio regionale: «Il presidente Zaia sembra aver inventato un nuovo mestiere, quello del taglianastri della Pedemontana. Peccato - aggiunge - che inaugurerà un’opera rispetto alla quale i conti non tornano». Ancora inevasa l’interrogazione alla Giunta regionale presentata dallo stesso Lorenzoni, insieme al collega Andrea Zanoni, sulla sostenibilità dell’infrastruttura. Nel 2017 i privati ottennero un pagamento assicurato per trentanove anni, a salire, dai 158 milioni previsti per il primo anno di apertura. Con l’inflazione al 10%, sono già diventati 170 milioni di euro. «La Regione tiene gli incassi dei pedaggi, ma la differenza rispetto all’importo assicurato ai privati è tutto sulle spalle dei Veneti - precisa il Portavoce -. Vorremmo poter esercitare il nostro compito di controllo ed essere messi a conoscenza di come vanno i conti. E intendono saperlo soprattutto i cittadini veneti, di quali stime di traffico e di flussi finanziari in entrata disponga la Giunta per giustificare tutto questo ottimismo. Un dato su tutti: le entrate dei pedaggi relative al 2021, ovvero 21,8 milioni di euro, risultano molto lontane dall’importo garantito dalla Regione agli investitori privati della SIS. La verità - conclude Lorenzoni - è che è più facile tagliare i nastri che portare in Consiglio dei dati concreti di previsione».

«Non si riescono a contare le volte in cui la Superstrada Pedemontana Veneta sia stata inaugurata. Oggi, peraltro in ritardo alla tabella di marcia iniziale, si apre finalmente l’innesto con l’A27, pur mancando ancora il fondamentale collegamento con l’autostrada A4, infrastruttura per cui proprio quest’opera costosissima è nata - concludono Giovanni Zorzi e Matteo Favero, rispettivamente Segretario del Pd di Treviso e responsabile Ambiente-Infrastrutture provinciale e del forum regionale del Pd Veneto -. Nessuna buona notizia, però, per le tasche dei fruitori della Pedemontana: ancora un nulla di fatto sulla riduzione del costo dei pedaggi e sulla gratuità per i cittadini dei comuni adiacenti. Insomma, nessuna buona sorpresa nell’uovo di Pasqua 2023. E infine una proposta, grazie alle norme sulle “green-belt” sostenute dal Governo Draghi nel passato governo facciamo diventare la Spv un’infrastruttura di produzione di energia solare, installando pannelli fotovoltaici nelle scarpate delle trincee, e nelle aree disponibili dei caselli. I proventi della vendita dell’energia potrebbero essere utilizzati per abbassare, almeno per i residenti, il costo dei pedaggi».

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