Politica Superstrada Pedemontana Veneta

Undici euro andata e ritorno: «Pedemontana troppo cara, casse pubbliche a rischio»

Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, continua la polemica contro la nuova tratta Bassano-Montebelluna inaugurata nei giorni scorsi dal presidente Zaia

Il nuovo tratto da Bassano a Montebelluna

«Per salvare un concessionario inadempiente ci rimetteranno in primis i residenti e poi tutti i veneti perché se i flussi di traffico risulteranno realmente sovrastimati sarà un danno gravissimo per le casse pubbliche».

Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, getta acqua sull’entusiasmo per l’inaugurazione del nuovo tratto della Superstrada Pedemontana Veneta, da Bassano a Montebelluna. «Undici euro andata e ritorno, per poco meno di 16 centesimi a chilometro, rendono la Pedemontana uno dei tratti più cari d’Italia. E per i residenti oltre che un salasso è una vera e propria beffa: ricordo che in fase di progettazione la Regione aveva previsto un’esenzione totale dal casello più vicino al Comune di residenza per 21 chilometri in entrambe le direzioni per il primi 12 anni, scesa al 50% per i successivi quattro anni e quindi al 25%, con pagamento pieno solo dal ventunesimo anno. Nel 2013 c’era già stata una modifica peggiorativa: addio alla gratuità, ma pedaggio dimezzato per quattordici anni ed esenzione del 25% per ulteriori sei. La terza convenzione, firmata da Zaia, ha stravolto tutto, un vero capolavoro a vantaggio di Sis: la rabbia di chi abita nei Comuni interessati dal tracciato è più che comprensibile. Con tariffe così alte è inevitabile che venga utilizzata di meno».

Preoccupazioni, sottolinea l’esponente Pd trevigiano espresse anche di recente dalla Corte dei Conti: «Nell’ultima relazione sottolineava una potenziale diminuzione del traffico del 13% rispetto alle stime della Regione, dovuto non solo al caro tariffe, bensì ai tempi di realizzazione delle interconnessioni con le autostrade, l’A4 Venezia-Milano, l’A31 Valdastico e l’A27 Venezia-Belluno, con ripercussioni negative per il passaggio di mezzi pesanti nei centri cittadini come sottolineato da numerosi sindaci, la sospensione di alcune opere complementari e la velocità massima fissata a 110 chilometri orari. La terza convenzione ha spostato il rischio d’impresa sul pubblico, saranno quindi i contribuenti veneti a dover ripianare il buco causato dai minori introiti per i pedaggi, mentre Sis incasserà un cospicuo canone annuo ed è la sola a poter essere davvero contenta, comunque vada». 

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