Martedì, 21 Settembre 2021
Politica Villorba / Superstrada Pedemontana Veneta

Pedemontana bloccata a Villorba: «Discarica nota dal 2013, gravi ritardi»

L'innesto con l’autostrada A27 sarà pronto a marzo 2022, mentre il casello di Povegliano slitta a fine dicembre per ‘colpa’ di una vecchia discarica. Il commento di Andrea Zanoni

Il cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta (Foto d'archivio)

«È dal 2013 che la Regione è a conoscenza della discarica di percolato a Villorba, perché ha atteso così tanto per la bonifica, visto che le analisi dei materiali sono note dal 2017? E intanto la conclusione dei lavori per la Pedemontana continua ad allontanarsi».

Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, va all’attacco sui nuovi ritardi riguardanti il completamento della SPV sul fronte orientale: l’innesto con l’autostrada A27 sarà pronto a marzo 2022, mentre il casello di Povegliano slitta a fine dicembre per ‘colpa’ di una vecchia discarica. «Le operazioni di bonifica sono iniziate due mesi fa e andranno avanti più a lungo di quanto preventivato, visto che è stato completato appena il 15-20% - commenta Zanoni - È comunque inaccettabile leggere che i rifiuti sono ‘un imprevisto’ che ha rallentato l’iter e che i tempi dell’intervento sono scanditi dalle analisi. Questa è una presa in giro: nella scorsa legislatura ho presentato due interrogazioni chiedendo di fare chiarezza sul tipo di rifiuti rinvenuti nella discarica, di bonificare l’area prima dell’inizio dei lavori e monitorare le falde acquifere. I risultati delle analisi effettuati su 114 campioni di terreno - insiste Zanoni - erano conosciuti fin dal 2017, con la presenza non solo di materie plastiche ma anche di metalli pesanti come il cromo, di antimonio in concentrazioni superiori ai limiti di legge e di amianto. Perché non è stato fatto niente fino a inizio 2021? Questo significa non saper pianificare ed è preoccupante. Purtroppo la mancanza di una seria programmazione riferita alla Spv è una costante. Adesso l’assessore De Berti replica ai Comuni, che sollecitano le opere complementari, di attendere: prima dovranno essere valutati i flussi di traffico. È un modo di operare al contrario: si apre la Superstrada, creando ingorghi e disagi e solo dopo si interviene, anziché progettare e realizzare per tempo, come chiesto dai sindaci e denunciato più volte anche dalla Corte dei Conti di Roma».

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