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Pedemontana: “Da Delrio è arrivata la conferma di quanto affermato da mesi”

Parole della senatrice del Partito Democratico Laura Puppato: "La realtà dei fatti attesta un sistematico fallimento della politica veneta in infrastrutture e project financing"

MONTEBELLUNA “La SIS è il privato che ha avuto la concessione per la realizzazione della SVP e la Regione è il soggetto istituzionale che ha stabilito questa concessione, se oggi il privato non ha i fondi per concludere i lavori non è colpa di Cassa Depositi Prestiti, non è colpa di ANAS o del Governo. Queste parole del Ministro Delrio confermano quanto vado dicendo ormai da mesi, insultata sui giornali dagli esponenti della Lega Nord che hanno la coda di paglia e dunque si agitano ogni volta che qualcuno gli ricorda protervia ed errori." Lo dice Laura Puppato, senatrice PD.

“Più che esponenti della maggioranza veneta, mi sembrano sempre più giocolieri o camaleonti che cercano di celare la realtà dei fatti che attesta un sistematico fallimento della politica veneta nelle infrastrutture e nei project financing (con condanne a dirigenti e politici anche per corruzione) - continua Puppato - l’orgogliosa giunta regionale del  Veneto invece che ammettere le proprie gravi colpe, spinge per risolvere i disastri prodotti".

"Mi auguro lo Stato intervenga per garantire  le imprese che hanno lavorato in subappalto sulla Pedemontana, ma ora, invece d'insultare chi dice il vero, i leghisti rispondano a delle semplici domande. Perché  si è scelto di affrontare la SPV come una devastante autostrada e non come la superstrada leggera a 2 corsie, con varchi frequenti ad uso tangenziale, con costi di 1/3, gratuita e a servizio del territorio, come era nata nel 2001 con il Ministro Nesi? Chi ha scelto di far pagare, pagare e ancora pagare ai Veneti presenti e futuri manie di grandezza supportate dal nulla come queste? Chi avrebbe dovuto verificare e garantire che il privato fosse effettivamente in grado di realizzare l’opera? Come mai ci si è intestarditi in un’opera monumentale quando era evidente che il bilancio dei flussi non poteva sostenerla? Come faremo a sostenere le perdite che per 39 lunghissimi anni dovremo coprire?. Queste le domande e forse la consapevolezza di non poter rispondere li ha spinti a secretare tutto, vietare l'accesso agli atti, impedire di visionare i contratti nel corso di questi 10 anni. La trasparenza e la verità in Veneto fanno paura a chi governa, ma i nodi stanno arrivando al pettine” ha concluso.

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