Politica Superstrada Pedemontana Veneta

Pedemontana, il Pd: «No ad altre colate di cemento per opere complementari»

Il segretario del Partito Democratico di Treviso, Giovanni Zorzi, ed il responsabile ambiente provinciale del Pd, Matteo Favero, commentano l'inaugurazione della nuova tratta Bassano-Montebelluna

Il taglio del nastro della nuova tratta Bassano-Montebelluna

L'apertura del nuovo tratto della Superstrada Pedemontana Veneta, da Bassano fino a Montebelluna, riaccende il dibattito sui costi lievitati e sulle opere complementari all'infrastruttura.

Il segretario del Partito Democratico di Treviso Giovanni Zorzi ed il responsabile ambiente provinciale Matteo Favero, commentano la notizia con queste parole: «Bisogna essere chiari fin dall’inizio: questa superstrada non può essere impulso per dare il semaforo verde a nuove colate di cemento lungo il corridoio della Pedemontana Veneta, specie attorno ai suoi futuri caselli. La Marca, così come tutto il Veneto, ha già dato in termini di consumo di suolo e pressione ambientale ed il nostro territorio va salvaguardato tutto insieme, sia a nord che a sud di questo asse stradale - proseguono Zorzi e Favero - Il sito Unesco delle Colline del Prosecco non può infatti essere circondato da un territorio distrutto. A coloro che invocano il turismo come volano della ripresa chiediamo: è così che si sostiene l'attrattività di un territorio? Diciamo basta a vecchie pianificazioni che non tengono in considerazione lo stato ambientale della nostra provincia, il suo calo demografico e il nuovo modo di lavorare, anche nell’artigianato e nei servizi. Con 11mila capannoni dismessi, il triste podio nazionale sul consumo di suolo, cave, decine di centri commerciali convenienza imprenditoriale la cui sarà tutta da verificare, poli logistici, la Marca è arrivata al limite di sostenibilità ambientale. Di fronte al silenzio della Giunta regionale sentiamo il dovere di porre la questione ai veneti per tutelare il futuro di tutti. Il famigerato tesoretto dei soldi europei indica appunto una strada diversa: economia circolare, offerta sanitaria, rigenerazione del costruito, sostenibilità economica e sociale» concludono i due esponenti trevigiani del Partito Democratico.

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