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Pedemontana, Zanoni (PD): “Muro del pianto alto cinque metri: l'ennesima beffa"

Il consigliere regionale sbotta per la costruzione di una barriera fonoassorbente in cemento alta cinque metri e lunga centocinquanta

“Oltre al danno dei cantieri della Pedemontana anche la beffa di essere ‘murati vivi’. Quanto ho visto a Vengazzù ha dell’incredibile e del vergognoso”. A dichiararlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente che ieri ha fatto un sopralluogo nella frazione di Volpago del Montello, dove è stata eretta una barriera fonoassorbente in cemento alta cinque metri e lunga centocinquanta. 

“L’impatto, sia ambientale che visivo, è devastante. Ho incontrato sul posto una decina di residenti e il presidente del Comitato Volpago Ambiente e tutti sono ovviamente esterrefatti: dal godere di una bella vista sul Montello, adesso si trovano davanti questo mostro. Tra l’altro non erano neanche stati avvisati, nonostante la realizzazione fosse prevista, da progetto, già nel 2014. Uno di loro che fa il camionista mi ha detto di non aver mai visto una roba di tali dimensioni in tutta Europa, un altro ha fatto notare come neanche il muro di Berlino fosse tanto alto. Per gli abitanti è l’ennesima inaccettabile penalizzazione: non hanno ricevuto nessun indennizzo, l’esenzione dal pedaggio prevista nella convenzione iniziale è sparita e con il blocco di cemento a pochi passi, le loro case subiscono un indiscutibile deprezzamento. Insomma è un vero muro del pianto!”.

“Eppure sarebbero bastati un po’ di buon senso e un minimo di intelligenza: perché non sono stati posizionati pannelli fonoassorbenti trasparenti, naturalmente provvisti di vetrofanie per evitare stragi di uccelli già viste in più parti, oppure un muro più basso magari rafforzato per quanto riguarda l’effetto barriera con alberi sempreverdi come il leccio? Sono solidale con gli abitanti di Vengazzù e porterò le loro istanze in Regione: vorrei che Zaia, sempre pronto a tagliar nastri come quelli di oggi del ponte restaurato di Ponte della Priula, vedesse con i propri occhi questo obbrobrio e affrontassero il problema, anziché per l’ennesima volta scrollare le spalle dinanzi alle inadempienze e agli errori del concessionario e della stessa Regione”.

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