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Piave, Pd all'attacco: «La Regione Veneto vive di rinvii»

Giovanni Zorzi e Matteo Favero: «E' evidente quanto lo stato di salute dei fiumi del Veneto, anche secondo gli ultimi dati di Legambiente, non sia ottimale, a causa di inquinamento, scarichi abusivi, mancata depurazione e agrofarmarci»

«La notizia della deroga all'applicazione delle nuove regole sul deflusso ecologico, previste dalla Direttiva Acque UE, per il fiume Piave -commentano Giovanni Zorzi e Matteo Favero, rispettivamente segretario e responsabile ambiente del Partito Democratico Provinciale di Treviso- dimostra ancora una volta che la Regione Veneto vive di rinvii. Bene gli interventi consortili per il risparmio idrico, specie a favore delle attività agricole, ma non è possibile attendere il 2029 per evitare che il Piave, anche per effetto della crisi climatica, si trasformi definitivamente in un rigagnolo o in un'immensa e ben remunerativa cava di ghiaia. E va ribadito che la tutela dell'ambiente può camminare a fianco della buona economia». 

«Infine, è evidente quanto lo stato di salute dei fiumi del Veneto -continua la nota- anche secondo gli ultimi dati di Legambiente, non sia ottimale, a causa di inquinamento, scarichi abusivi, mancata depurazione e agrofarmarci. Per questo si lanci subito, a partire proprio dalla questione Piave, il corso d'acqua più sfruttato e più in pericolo, una conferenza regionale sui fiumi del Veneto aperta a istituzioni, esperti ambientali e idraulici, associazioni e cittadini agiremo così sicuramente prima del 2029 e certamente prima di qualche procedura di infrazione europea in ambito ambientale». 

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