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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Politica Paese

Un nuovo pirogassificatore nel trevigiano: la Sen. Puppato contro la sua apertura

"Presenterò questa settimana, in accordo con il consigliere Zanoni, un'interrogazione al Ministro Galletti per cercare di dare sicurezze ai residenti di Paese"

PAESE “Presenterò la prossima settimana un’interrogazione per chiedere al Ministro Galletti di occuparsi della vicenda del pirogassificatore che si vorrebbe costruire a Paese, chiedendo l’intervento del Governo, nonostante le autorizzazioni siano una competenza regionale”. Lo ha detto la Sen. trevigiana del PD Laura Puppato.

“La Regione Veneto si occupa di ambiente a corrente alternata e solo se è una polemica utile contro il Governo nazionale, per ciò che riguarda le sue competenze siamo al completo abbandono del territorio veneto e delle sue genti, senza alcuna politica di gestione per la limitazione delle immissioni in atmosfera, problema di rilevante salute pubblica - afferma Puppato - non sorprende purtroppo l'indifferenza verso il tema ambientale, per questo in accordo con il consigliere PD Zanoni, abbiamo recuperato tutte le informazioni utili a provare nuove strade, nel tentativo di tutelare la qualità dell’aria dei cittadini di Paese e la loro salute. È necessario a nostro avviso verificare l'impatto dell'impianto stante la situazione già critica per quantità di territorio inquinato e aria respirata a Paese, prima di procedere con le autorizzazioni”. “Nell’interrogazione si chiede al Ministro anche di rivedere in tempi rapidi la modalità di incentivazione prevista per gli impianti a biomasse. Non si possono valutare impianti di questo rilievo come fossero avulsi dalla realtà in cui vengono insediati, le VIA e le AIA devono tenere  conto del quadro completo in cui questi mega impianti vanno ad impattare” ha concluso la senatrice.

Della stessa opinione anche Silvana Carchidi, Presidente di Legambiente Treviso: "Per gli alti livelli di inquinanti presenti in atmosfera riscontrati in questa parte iniziale del 2016, che gettano allarme per la salute della popolazione cittadina, noi del Circolo Legambiente di Treviso ribadiamo di essere preoccupati, ma non sorpresi. Questo perché all'inquinamento presente nel nostro territorio la politica non ha saputo rispondere con provvedimenti strutturali, abbandonando gli Enti Locali a dover rispondere con provvedimenti parziali alle situazioni di emergenza sanitaria che, complice anche il clima, si vengono a verificare. Pur in detta parzialità, il provvedimento del Comune di Treviso che punta ad un'azione complessiva di riduzione delle emissioni va in parte nella direzione giusta, perché pone limiti non solo alla circolazione, ma anche all'altro grande fattore di inquinamento, gli impianti di riscaldamento residenziale, con indicazione di temperature massime per gli uffici e limitazione alla combustione di legna e pellets, processo che produce centinaia di volte più particolato di quanto faccia il metano".

Carchidi poi continua così: "Il provvedimento però sembra dimenticare l'inquinamento prodotto dall'aeroporto Canova e dal suo indotto, struttura che già a novembre aveva superato il numero di 16.300 voli previsto dalla Valutazione d'Impatto Ambientale, così come denunciato dal "Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Treviso", crediamo che nel momento in cui si chiedono rigore ai cittadini non si possa avere un atteggiamento condiscendente nei confronti di detta struttura. Noi pensiamo che la qualità dell'aria debba essere una delle priorità che devono guidare le scelte politiche a tutti i livelli, e che di fronte a questa emergenza il Governo Nazionale e quello Regionale debbano attivarsi per reperire risorse certe e continuate ed indirizzarle alla promozione del trasporto pubblico locale e della mobilità sostenibile, oltre che per il risparmio energetico degli edifici. Riteniamo inoltre che vadano governati i processi di innovazione nelle attività produttive, in una situazione già critica, troviamo assurdo ad esempio consentire il nuovo impianto a biomasse del Gruppo Padana da realizzarsi da parte di Cortus Energy a Paese, trovandosi poi dopo il territorio a dover gestire il particolato ed altri inquinanti di una fonte importante per dimensioni".

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