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«Plateatici più grandi ed esentasse per far ripartire bar e ristoranti»

La proposta dell'esponente di Fratelli d'Italia Fabio Crea segue il modello intrapreso da città come Treviso e Padova che hanno già tolto le imposte sui plateatici

Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia Fabio Crea il futuro di bar e ristoranti, oggi appeso a un filo, sarà per molto tempo, quello del distanziamento. «Perché il Governo invece di illuderci con finte proposte di fantomatiche app non ha pensato a una soluzione per far ripartire questi settori in sicurezza? Perché non dare a bar e ristoranti la possibilità di organizzare al meglio le aree esterne con plateatici e dehors chiusi e riscaldati per l’inverno?» 

A fronte di questa totale mancanza di idee Crea ha deciso di inviare una lettera appello ai sindaci, alla Regione, ai Ministeri competenti ed alle Soprintendenze per una revisione della disciplina vigente, “Al fine di consentire, attraverso procedure autorizzatorie semplificate, la celere realizzazione di strutture che consentano la sopravvivenza delle attività di ristorazione e somministrazione. Modifiche minime delle norme regolamentari in materia di autorizzazione paesaggistica (d.p.r. 31/2017), accompagnate da una puntuale previsione derogatoria da inserire nel Testo Unico Edilizia, oltre che, in fase applicativa, da linee guida e protocolli di applicazione generale concertate tra sovrintendenze, tecnici e categorie, permetteranno di assicurare una cornice normativa che garantisca agli operatori di guardare al futuro e di preservare i livelli occupazionali». In base alla proposta dehors e nuovi o più ampi plateatici dovranno poter essere predisposti, senza aggravi in termini di tassazione locale (imu e tari) e per un periodo non inferiore ad un triennio. «Gli esempi di città che già stanno facendo la loro parte su questo non mancano: è il caso di Treviso e Padova dove sono già in via di definizione accordi con la Soprintendenza che prevedono costi diminuiti e tavoli più larghi. Si tratta – chiude Crea - di città consapevoli del ruolo strategico del settore turistico e ricettivo per l’economia regionale. Le stime di Federalberghi nazionale non rincuorano: l'impatto del Covid potrebbe tradursi in una perdita di oltre 13 miliardi di fatturato su 18. Una Caporetto che dobbiamo ad ogni costo scongiurare».  

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