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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Polemiche sulla didattica a distanza, gli studenti: «La scuola si-cura, non si chiude»

Gli studenti trevigiani in coro: «Chiediamo un cambio di rotta sulla scuola nel suo insieme, che deve essere evidente già dalla prossima legge di bilancio»

Venerdì 4 dicembre, nella cornice della tre giorni di mobilitazione nazionale indetta da "Priorità alla Scuola", nel primo giorno che sarebbe dovuto essere di rientro a scuola in presenza per ogni ordine e grado, alcuni ragazzi del movimento studentesco sono tornati fuori dalle scuole secondarie. «Impossibilitati a svolgere le lezioni in Dad come inizialmente previsto a causa del maltempo, siamo stati comunque presenti fuori da diverse scuole di Padova, Verona e Treviso con studenti e studentesse del Coordinamento Studenti Medi e della Rete Studenti Medi per ribadire ancora una volta che la Dad non è scuola, la scuola è a scuola!».

Sit-in Dad

«La scuola sta pagando il prezzo di anni di tagli e disinvestimento, oltre che della mancata organizzazione di un piano trasporti efficace e del mancato potenziamento del comparto sanitario - continuano gli studenti - Tutto questo non è più accettabile, chiediamo investimenti su salute e trasporti per poter tornare a scuola in presenza al 100% il prima possibile. Chiediamo un cambio di rotta sulla scuola nel suo insieme, che deve essere evidente già dalla prossima legge di bilancio».

«La pandemia del Covid ha fatto emergere i difetti strutturali della scuola e da qui bisogna ripartire, per costruire una scuola a misura di studenti e studentesse, una scuola inclusiva, fatta da personale non precario e da aule non sovraffollate, una scuola che oltre la didattica sappia rimettere al centro la pedagogia e sappia tornare ad essere un presidio di salute nei territori. Da qui bisogna ripartire, e non ci fermeremo! Rilanciamo dunque l'appuntamento di venerdì 11 dicembre, giornata di mobilitazione regionale per ribadire che la scuola si-cura, non si chiude, e chiedere con forza un ritorno a scuola in presenza al 100%» concludono i giovani dei movimenti studenteschi trevigiani.

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