«L’amministrazione pensa ai cartelli ma la linea 1 della Ciclopolitana è un disastro»

A dirlo è Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso: «Trovo che questa linea abbia bisogno di interventi pesanti per rispondere alle esigenze di mobilità ciclabile della città»

Uno scorcio della Ciclopolitana

«Sollecitato da alcuni cittadini che percorrono abitualmente la Linea 1 della Ciclopolitana, quella che corre all’esterno delle mura di Treviso, ho verificato lo stato della pista ciclabile e, in particolare, quanto essa sia o non sia compatibile con il proposito dell’Amministrazione che si tratti di una adeguata alternativa all’utilizzo dell’autoveicolo privato per gli spostamenti legati agli impegni di studio o di lavoro che richiedono tempi certi di percorrenza». A dirlo, con tono polemico, è Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso. «L’amministrazione, infatti, ha appena approvato il progetto per il “primo stralcio” della Ciclopolitana che appare come una misura “importante” ma, in realtà, si traduce nell’installazione di una serie di cartelli indicatori lungo le piste ciclabili. Si tratta di un provvedimento che ha una sua utilità, anche se ritengo che molti trevigiani non abbiano certo bisogno di indicazioni per utilizzare i percorsi che dalle periferie portano al centro».

«Nel frattempo - continua Calesso - è facilmente rilevabile che la Linea 1 della Ciclopolitana mantiene alcune caratteristiche che non ne facilitano certo l’utilizzo, soprattutto da parte di chi deve percorrerla velocemente per raggiungere il luogo di studio o di lavoro nelle ore di punta del traffico automobilistico che si concentra proprio lungo la circonvallazione esterna alle mura a cui la pista ciclabile si affianca. Questi i punti focali:

1) La linea 1 è completamente “mista” cioè destinata sia ai ciclisti che ai pedoni. La legislazione in materia di piste ciclabili consente questo duplice utilizzo dei percorsi ma lo prevede prevalentemente per quelli che attraversano parchi o giardini pubblici e in cui, di conseguenza, la velocità delle bici è particolarmente ridotta e non crea problemi di “coabitazione” con le persone che circolano a piedi, i bambini, le carrozzine. La funzione della Ciclopolitana, al contrario, è quella di permettere spostamenti agevoli e veloci in bicicletta e, quindi, comporta velocità non proprio ridotte da parte dei ciclisti.

2) La linea 1, in realtà, non copre l’intero percorso intorno alle mura perché si interrompe (diventando solo pista pedonale) in diversi punti, ad esempio, sulla curva davanti al parcheggio Dal Negro o sui ponti, costringendo i ciclisti a scendere e portare la bici a mano, altra situazione che non permette quell’utilizzo rapido della “linea” che è alla base della possibilità che la bici sia una alternativa praticabile all’automobile.

3) In diversi punti non esiste alcuna protezione per i ciclisti perché la pista è costituita semplicemente da una striscia gialla tracciata sull’asfalto che non difende minimamente chi corre in bici dal rischio di essere urtato da un automezzo e che non impedisce a auto e furgoni di parcheggiare sulla pista stessa, cosa che accade con una notevole frequenza in vari punti del percorso.

4) Il tratto del percorso che affianca via Tasso non è asfaltato, e questo in sé è positivo perché non è stato impermeabilizzato il terreno, ed è costituito da pietrisco non sempre abbastanza compatto da offrire ai ciclisti la certezza di non rischiare qualche pericoloso scivolone.

5) In alcuni punti, in viale Bixio ad esempio, lungo la pista ci sono panchine che, ovviamente, implicano che le persone attraversino la pista per raggiungerle o per lasciarle e che davanti alle panchine possano esserci carrozzine. Tutto ciò, ovviamente, rende la percorribilità della linea 1 piuttosto complicata per i ciclisti che devono continuamente porre attenzione ai possibili spostamenti di chi utilizza le panchine.

6) In molti punti, come curva Bricito, l’asfalto è dissestato, rattoppato, irregolare e questo rende molto più disagevole l’uso della pista ciclabile di quanto la stessa situazione non crei problemi agli autoveicoli».

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«In buona sostanza - conclude Calesso - trovo che questa linea della Ciclopolitana abbia bisogno di interventi pesanti per rispondere alle esigenze di mobilità ciclabile a cui si ritiene possa dare adeguata soluzione. Penso anche che il primo stralcio del progetto dell’Amministrazione avrebbe potuto essere dedicato proprio a dare questa risposta invece che a finanziare l’installazione di una cartellonistica che profuma molto più di propaganda che di intervento realmente utile a una mobilità ciclistica in città sicura e agevole».

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