Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Nuovo distributore nel Parco del Sile: «Ce n'era proprio la necessità?»

Il consigliere comunale Losappio: "Ora potete ringraziare la Lega che ha dato l'ok a questa inutile assurdità". Così Calesso: "Di fronte a questa scelta stanno a zero le chiacchiere dell’Amministrazione Conte su consumo di suolo zero"

"Quattro stazioni di servizio in otto chilometri: non ne sentivate tutti la necessità? Ora potete ringraziare la Lega che ha dato l'ok a questa inutile assurdità. A maggio 2019, in occasione della votazione delle controdeduzioni alle osservazioni al Piano degli Interventi, avevo presentato un emendamento affinché il Comune respingesse la richiesta di edificazione di un nuovo distributore di carburante in tangenziale, fra l'ospedale e Silea (direzione Silea), in un'area verde, in riva al Sile (siamo nell'area del Parco del Sile) e di fronte a un distributore già esistente". A dirlo il consigliere comunale Domenico Losappio.

"La totale inutilità dell'opera, il rischio di inquinamento del suolo e delle acque del fiume e la certezza dell'ulteriore consumo del suolo non furono ritenuti argomenti validi dalla maggioranza. Almeno credo, dato che non uno dei consiglieri di maggioranza si degnò di motivare il proprio voto contrario al mio emendamento. A casa mia, piantare alberi con una mano e, con l'altra, continuare a consumare territorio - che è ciò che sta facendo la Lega - non è un atteggiamento rispettoso dell'ambiente" continua Losappio.

Un'opinione poi condivisa anche da Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso: "Facciamo chiarezza: quel distributore all’interno del Parco del Sile, il relativo consumo di migliaia di metri quadrati di suolo ora agricolo, i rischi di inquinamento hanno una sola matrice politica: l’Amministrazione Conte e, per la precisione, la maggioranza consiliare di centrodestra che la sostiene. Il progetto per la realizzazione di una nuova stazione di servizio lungo la tangenziale, infatti, nasce con una osservazione al Piano degli Interventi che proponeva la modifica della destinazione urbanistica dell’area".

"La maggioranza consiliare di centrodestra ha approvato la controdeduzione con cui si accoglie la richiesta e, tra l’altro, ha respinto (con il voto del Sindaco e di altri 16 consiglieri di maggioranza presenti) l’emendamento delle opposizioni che chiedevano il mantenimento dell’area a destinazione agricola. Nessun mistero, nessuna necessità di ricostruire i fatti, nessuna possibilità di attribuire 'colpe' – vere o presunte – alle amministrazioni precedenti: quelle migliaia di metri quadrati di terreno impermeabilizzato, quella colata di cemento, quell’area verde distrutta per far posto all’asfalto sono inequivocabilmente una responsabilità della maggioranza che governa attualmente in città" afferma Calesso.

"Di fronte a questa scelta stanno a zero le chiacchiere dell’amministrazione Conte su 'consumo di suolo zero' (secondo il Sindaco il 2021 dove essere questo l’anno in cui si sarebbe raggiunto il risultato), 'cemento responsabile' (talmente responsabile da arrivare praticamente sulle rive del Sile), 'città green'. La realtà è quella dei piani di lottizzazioni su aree verdi prorogati, dei progetti per nuovi supermercati approvati e delle aree commerciali ampliate, del 'Piano casa' che sconvolge gli equilibri urbanistici della città" chiosa Calesso.

"La realtà è quella del più spudorato dei “green washing” che questa amministrazione sta mettendo in atto per dissimulare la sua naturale inesorabile propensione per il cemento e l’asfalto. E non va neppure dimenticato che la realizzazione della nuova stazione di servizio, con ogni probabilità, è legata anche al completamento del Terraglio Est nel territorio del Comune di Treviso perché si prevede che ciò porterà a un incremento del traffico automobilistico anche sulla tangenziale. Se qualcuno voleva una prova che le nuove strade portano nuovo traffico e che il nuovo traffico porta altro cemento e altro asfalto la vicenda di questa nuova stazione di servizio mi pare quella che viene definita una “pistola fumante” conclude Calesso.

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