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Polemica sulla mozione anti-aborto: la minoranza in Comune chiede provvedimenti

I consiglieri di opposizione, coordinati da Roberto Grigoletto, si appellano al sindaco Conte affinché faccia ritirare il tutto, dichiarandosi disponibili a riscrivere insieme un nuovo testo

Sabato mattina impegnato a Ca’ Sugana. Tutti i gruppi di minoranza in Comune hanno difatto indetto una conferenza stampa sulla mozione "anti-aborto" del consigliere Zanini. I consiglieri di opposizione, coordinati da Roberto Grigoletto che ha redatto il testo del documento condiviso, si appellano al sindaco Mario Conte affinché faccia ritirare tal mozione, dichiarandosi fin da subito disponibili a riscrivere insieme un nuovo testo. Ha dichiarato l'ex vicesindaco Grigoletto: “Siamo di fronte a una mozione frutto di un pensiero politico quantomeno...confuso: i consiglieri comunali di tutti i gruppi di minoranza ne chiedono quindi il ritiro prima della riunione di giovedì prossimo, dopo essersi interrogati sul senso di un testo dedicato a temi così delicati ma che soprattutto non attengono né alle competenze di una Amministrazione né tantomeno alla deliberazioni di un Consiglio comunale".

"La modalità superficiali con la quale i più svariati e tra loro slegati temi sono stati sollevati - continua Grigoletto - ha suscitato la più che comprensibile e trasversale reazione e la preoccupazione di moltissimi cittadini, nonché dei mondi delle professioni che hanno avvertito una profonda mancanza di rispetto. Una petizione online, in poche ore, ha raccolto oltre 1500 adesioni. I consiglieri di minoranza si rivolgono perciò direttamente al sindaco Conte, chiedendogli di aprire un percorso condiviso, in sede di quarta Commissione, tra maggioranza e minoranza e che coinvolga ASL e Commissione pari opportunità del Comune. Sia il sindaco a prendere in mano la situazione, evitando degenerazioni e nel contempo favorendo uno sviluppo costruttivo, soprattutto in ordine al tema del servizio, ancora carente, svolto dal consultorio e a quello del potenziamento dell’offerta pubblica. Questo risulta essere infatti il possibile ambito di intervento di una Amministrazione comunale,  non certo quello dei cosiddetti valori non negoziabili o delle leggi dello Stato. La minoranza tutta è disposta e pronta a portare il proprio contributo costruttivo da subito si appella infine al sindaco Mario Conte affinché assuma una posizione pubblica in difesa dei diritti delle donne garantiti dalla Legge 194, attivandosi presso la Regione e nella conferenza dei sindaci per ottenere risorse e sostegno per i consultori e l'educazione affettiva e sessuale”.

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