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Parcheggio interrato all'ex-pattinodromo: «Farlo è scelta politica di Conte»

Il collettivo di Italia Nostra: «Progetto irreversibile che danneggerà le mura. Il Comune ci ripensi». La risposta del sindaco: «Pronti a farlo se pagano loro la penale di 3 milioni di euro»

«Una volta che inizieranno i lavori per la realizzazione del parking interrato nell’area dell’ex Pattinodromo, non si potrà tornare più indietro. Il progetto a quel punto sarà una realtà irreversibile e dannosa per l’intera struttura delle mura cittadine che necessiterebbero, invece, di un restauro totale». A dirlo è Paola Crucianelli, presidente della sezione trevigiana di Italia Nostra, preoccupata per il destino a cui sta andando incontro il "Sistema Bastionato" della città, minacciato da un progetto edilizio di cui ormai si discute ampiamente da anni ma che ancora trova il modo di far parlar di sé. «In città accade che una straordinaria bellezza storico-architettonica viene svenduta alle logiche del mercato – continua l’esponente di Italia Nostra Treviso – Proprio per questo noi continuiamo ad opporci alla realizzazione di questo park interrato che verrà costruito in cemento armato a ridosso della cerchia muraria del Cinquecento. Se realizzato andrà difatti a pregiudicare anche l’auspicato recupero dell'antico fossato, tra altro già sottoposto a vincolo archeologico e paesaggistico dalle Belle Arti».

«E' sconcertante vedere trattare il più importante monumento di Treviso come l'ingresso di un centro commerciale – chiosa la presidente dell’associazione ambientalista - I beni culturali non sono equiparabili a merce, non sono consumabili né scambiabili. E’ dunque la domanda economica che deve piegarsi alle esigenze conservative, non il contrario». Crucianelli tiene però a precisare che non si tratta di una mera battaglia politica contro l’attuale Amministrazione, anche perché «i problemi che ci trasciniamo da ben 13 anni, che ora ritroviamo all’ex Pattinodromo, derivano da scelte politiche sbagliate fatte dai sindaci Gentilini e Gobbo, che volevano fare 3 piani interrati in Piazza Vittoria e firmarono un contratto per un progetto di finanza con Parcheggi Italia spa tecnicamente irrealizzabile. Ricordo, poi, altri tentativi di parcheggi interrati che hanno sempre avuto molti problemi. Nel 2004 due piani interrati erano previsti nell’area Cantarane: progetto respinto dalla Soprintendenza. Quindici anni fa circa Fondazione Cassamarca propose un parcheggio interrato all’ex Pattinodromo che fu anche in questo caso respinto dalla Soprintendenza e sempre Fondazione Cassamarca all’ex Appiani rinunciò al secondo piano interrato a causa dell’eccessivo costo per i problemi derivati dalla falda acquifera. Dovrebbe essere evidente che a Treviso è meglio realizzare parcheggi fuori terra e possibilmente non in prossimità della cerchia muraria. Nonostante ciò, insieme ad altre importanti associazioni culturali del territorio, noi abbiamo sempre portato avanti con il Comune le nostre proposte, ma purtroppo ci sono sempre state bocciate. Evidentemente non c’è la volontà di risolvere i problemi».

Italia Nostra, infatti, non si è mai dichiarata contraria ad un nuovo parcheggio in città, magari gratuito, tanto da sostenere in passato persino la realizzazione del parking multipiano in zona Cantarane, progettualità poi però finita nel dimenticatoio. «Quello che ancora oggi chiediamo all'Amministrazione comunale è di non realizzare questo parcheggio che potrebbe essere collocato altrove, in aree meno sensibili dal punto di vista storico, paesaggistico e ambientale – conclude amaramente Paola Crucianelli - Si tratta di un desiderio non solo nostro, ma di oltre 1.200 cittadini che in questi giorni hanno firmato la petizione online, indirizzata proprio a Ca’ Sugana e alla Sovrintendenza di Treviso, per fermare quanto prima la sostituzione del parcheggio a raso costruito negli anni ‘90».

Nel frattempo, però, il sindaco Conte si è esposto affermando che avrebbe fermato i lavori nel caso le associazioni ambientaliste trevigiane avessero raccolto i tre milioni di euro previsti come penale nel caso di ritiro del Comune dai lavori. Questo il commento di Italia Nostra sul punto: «Relativamente alla provocazione del Sindaco sulla penale di 3 milioni di euro da far pagare alle associazioni culturali e ai cittadini firmatari della petizione, chiediamo come mai la penale che nel 2013 ammontava ad 1 milione di euro oggi sia lievitata a 3 milioni di euro. Inoltre una questione fondamentale su cui sarebbe interessante avere un sondaggio è la seguente: “Se un amministratore fa una scelta incauta ed azzardata poi il danno lo deve pagare tutta la collettività oppure è almeno il caso che chieda scusa e risarcisca una quota?”. Italia Nostra aveva già chiesto all’ex Sindaco Manildo di stracciare il contratto con Parcheggi Italia e di andare in contenzioso per la penale, che, se dovuta, avrebbe dovuto essere a carico di chi aveva fatto l’incauta scelta (Park Vittoria). Manildo rifiutò per non mettere in difficoltà con la Corte dei Conti le precedenti Amministrazioni. Dunque la nostra proposta è la seguente: stimando che una penale ragionevole sia pari ad 1 milione di euro, noi proponiamo che tale penale venga divisa per 300mila euro ciascuno tra i tre ex sindaci Gentilini, Gobbo e Manildo. La differenza potremmo trovarla noi».

«Il tentativo del Sindaco di scaricare sulle associazioni il peso economico della penale che l’Amministrazione dovrebbe pagare a Parcheggi Italia per evitare la realizzazione del parcheggio all’ex-Pattinodromo, oltre che inelegante, è un chiaro tentativo di mettere in secondo piano la precisa scelta politica della sua giunta in merito al project financing la cui approvazione, come è ben noto, risale alle amministrazioni Gentilini-Gobbo che volevano la realizzazione del parcheggio interrato in piazza Vittoria». A dirlo è Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso.

«Chiedere a delle associazioni senza scopo di lucro (che vivono grazie all’opera di volontari e si autofinanziano con le quote di adesione) di sostenere un onere da milioni di euro appare francamente molto di cattivo gusto. Ma il problema vero è quello della scelta politica compiuta dall’amministrazione Conte, cioè quella di non procedere con la realizzazione del park seminterrato nell’area Cantarane e di procedere, invece, con quello all’ex-Pattinodromo - continua Calesso - Perché Conte non ha rovesciato i termini della questione, bloccando il parcheggio a ridosso delle mura e lasciando che venga realizzato quello, appunto, sul sedime del già esistente park “Cantarane”? Par di capire che bloccare il progetto Cantarane rispondesse a un impegno elettorale dell’attuale sindaco mentre per il parcheggio a ridosso della cinta muraria, evidentemente, non c’erano analoghe promesse».

«Indipendentemente dalle valutazioni che si possono fare sua ciascuno dei due progetti, che si condivida l’uno, l’altro, entrambi o nessuno dei due, non si può disconoscere che la realizzazione dell’uno o dell’altro è una precisa scelta. Tantomeno si può rispondere a cittadini e associazioni dicendo: “Pagate voi la penale”: ragionando in questo modo si potrebbe dire “pagatela” a chi ha (più o meno vent’anni fa) approvato il project financing per il parcheggio interrato in piazza Vittoria, senza poi fare nulla perché venisse realizzato, viste le pesanti (e giustificate) critiche di residenti ed esercenti della piazza. Perché non cominciamo dall’inizio, Sindaco, e chiediamo a quelle giunte e a quelle maggioranze consiliari di farsi carico della penale milionaria?» conclude Calesso.

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