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Giovanni Zorzi

Giovanni Zorzi

Polo logisitco di Casale, il PD: «La Provincia e Marcon battano un colpo»

«Si deve sollecitare un tavolo con la Regione Veneto, con le amministrazioni comunali coinvolte, le parti sociali e tutti i portatori di interesse del territorio»

Poli logistici di Casale sul Sile e Roncade: appello del Pd al presidente della Provincia Stefano Marcon. «In forza delle funzioni esercitate dall’ente che rappresenta, Marcon assuma un’iniziativa di coordinamento e pianificazione territoriale e solleciti un tavolo con la Regione Veneto, con le amministrazioni comunali coinvolte, le parti sociali e tutti i portatori di interesse del territorio». Lo dichiarano Giovanni Zorzi, Andrea Zanoni e Matteo Favero, rispettivamente segretario provinciale, consigliere regionale e responsabile provinciale ambiente e infrastrutture del Partito Democratico di Treviso. «L’auspicio da parte nostra - puntualizzano - è che anche i consigli comunali nelle zone interessate s’impegnino in questa direzione».

«È sotto gli occhi di tutti che, per effetto delle decisioni autonome e scoordinate delle amministrazioni comunali di Casale sul Sile e di Roncade, si stia profilando, su un’area a cavallo tra le province di Treviso e Venezia, la nascita di quello che sarà a tutti gli effetti il terzo polo logistico del Veneto - affermano i tre esponenti trevigiani del Pd - L’area interessata, che andrebbe a occupare ben 700mila mq, è già congestionata di traffico e di zone industriali, in una provincia, quella di Treviso, che è la seconda per consumo di suolo in Italia. Troviamo profondamente sbagliato che a decidere di promuovere insediamenti di queste dimensioni siano gli interessi privati dei colossi dell’economia globale o di qualche fondo immobiliare.  Le ricadute di queste scelte non restano all’interno né delle proprietà dei terreni ceduti né dei confini dei singoli comuni, ma interessano la qualità della vita, dell’ambiente e dell’economia di aree molto più vaste. Quanto potranno ancora sopportare i nostri cittadini? E il valore delle nostre case che calo subirà in un’area così deturpata?».

«È urgente un’iniziativa di coordinamento per assumere una visione complessiva che tenti di allineare gli interessi del privato ai bisogni delle comunità e che permetta di valutare tutte le soluzioni possibili - sottolineano - Se serve in Veneto un polo logistico orientato verso la direttrice per Trieste e l’Europa Centrale, collegato alle principali vie di comunicazione (autostrada, aeroporto e porto), perché non verificare tra le numerose aree produttive sottoutilizzate. Secondo Confartigianato e IUAV i capannoni dismessi in Veneto sono ben oltre 11mila, il 12% del totale, e di questi 11mila, il 57% è costituito da strutture riutilizzabili, circa 6mila. Per renderci conto di questa situazione è sufficiente andare a Silea o a Villorba nella zona industriale, solo per stare nella nostra provincia. Questo è solo un esempio delle possibili valutazioni strategiche che non possono essere lasciate in capo ai singoli comuni». «In questi giorni - chiudono Zorzi, Zanoni e Favero - stiamo parlando delle ingenti risorse economiche che l’Europa è in procinto di erogare con il programma Next Generation EU: riteniamo che programmare al meglio le strategie di sviluppo di un territorio significhi proprio pensare seriamente alle ‘future generazioni’ e quei soldi arriveranno solo per ambiente, salute, innovazione. Senza deroghe. Non perdiamo questa occasione».

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