Politica

Fronte comune dei sindaci della Marca: "No ai tagli ai comuni"

I sindaci veneti sbottano: "Noi tiriamo avanti con continui tagli, Marino riceve soldi dallo Stato: ora basta!". E' allarme per i tagli alla politica

Il sindaco di Villorba Marco Serena

VILLORBA - Dopo i recenti scandali che hanno coinvolto la politica nella Capitale, i sindaci della Marca sbottano all'unisono contro il Governo e lanciano una proposta: «L'Italia è una, sola e indivisibile? Allora facciamo un cambio: noi sindaci del Veneto andiamo ad amministrare Roma per un anno e Marino venga a vedere come si fa a gestire uno dei nostri "piccoli" Comuni. Ma senza i bonus "salva-bilancio" in Finanziaria».

Questa la provocazione lanciata dai primi cittadini di Villorba, Castelfranco, Meduna di Livenza, Miane, Montebelluna, Silea, Spresiano e Tarzo, all'indomani dello scandalo che ha coinvolto la Capitale. «Comodo poter contare sulle "pezze" che mette il Governo alla malagestione del proprio Comune - hanno commentato all’unisono gli amministratori pubblici - . Noi veniamo continuamente tartassati e costretti a tagli dei servizi alla comunità, eppure facciamo funzionare le cose. Invece, da altre parti, quando le cose vanno male interviene lo Stato a sanare i debiti».

«E' una ingiustizia bella e buona - continuano i primi cittadini - . In aggiunta, è un meccanismo che non premia "chi lavora bene" e che paradossalmente penalizza le Amministrazioni virtuose, quelle capaci di ottimizzare le risorse, quelle responsabili: il nuovo contributo a Roma equivale a educare il proprio figlio dicendogli “spendi tutto quello che hai, anche di più. Dopo ci penseranno altri a pagare per te”». «Siamo soffocati dai tagli e a Roma, invece, si persevera con la logica del garantismo e dei finanziamenti a pioggia che generano solo nuove spese, anzichè servizi più efficienti: non è una questione di appartenenza partitica, ma di giustizia sociale e istituzionale», hanno concluso i sindaci.

Anche Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso sbotta contro Roma: “E’ stata rimandata la riunione con il Governo in mancanza di risposte sull’emendamento in discussione. Rimandata a data da destinarsi la riunione Stato, Regioni, Province e Comuni sulla Legge di Stabilità. Un segnale di debolezza e una grande vergogna per l’Italia. La verità è che questa legge manderà in rosso lo Stato e gli amministratori non possono stare al palo in silenzio e lasciar correre. Vogliamo risposte e se lo Stato non ha da darcene che lo stesso Renzi prenda il suo camper - come già fatto in passato - e vada a spiegare alla gente perché si devono pagare le tasse per vedere poi i servizi fondamentali tagliati! La gente, soprattutto in questo periodo, non può permettersi di fare volontariato a uno Stato ‘sordo’ che ha come priorità il mantenimento dei profughi”, questo il commento di Leonardo Muraro presidente Upi Veneto a Roma per la Riunione Stato Regioni Province Comuni.

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