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Protocollo di legalità, Zaia: "Veneto laboratorio di legalità"

Ministero dell'Interno, Presidente della Regione, Prefetture, Upi e ANCI Veneto riuniti a Venezia per firmare il Protocollo di legalità

Il Veneto come modello di legalità da esportare. Un giudizio che trova d'accordo il Presidente della Regione Luca Zaia e il Ministro dell' Interno Annamaria Cancellieri, riuniti a Venezia per la firma del Protocollo di legalità tra Prefetture, Unione regionale delle Province, ANCI Veneto e Ministero dell'Interno.

Si tratta di uno specifico accordo d'intesa sulla legalità che ha come scopo quello di prevenire i tentativi della criminalità organizzata di inserirsi a qualunque livello nel settore dei contratti pubblici.

"Dal Veneto oggi lancio un messaggio che è di uno straordinario tentativo di laboriosità, di ingegno e di capacità imprenditoriale che vorrei fosse esportato anche altrove", ha dichiarato il Ministro Cancellieri.

“Il Veneto si offre alle istituzioni e alle imprese come laboratorio di legalità – ha ribadito Luca Zaia – Oggi abbiamo dato vita ad un network istituzionale per rendere un servizio ancora più efficace a favore degli onesti contro il rischio di infiltrazioni mafiose, in un momento nel quale la Regione è stazione appaltante di opere pubbliche che, solo nel 2011, ammontano circa 7,5 miliardi di euro”.

Il Protocollo di legalità avrà una efficacia di due anni e vincola la Regione ad anticipare le soglie delle verifiche previste dalla legge, estendendo i controlli a forniture e prestazioni di servizi altrimenti esclusi dalle cautele antimafia. L'accordo prevede, inoltre, la creazione di un’unica rete di monitoraggio ultraprovinciale, con l’attivazione di una più fitta collaborazione con le Prefetture.

“Il nostro obiettivo – ha sottolineato Zaia – è la trasparenza, in particolare sui subappalti e sulle imprese che risultano certificate magari grazie ad alchimie finanziarie, ma senza vera esperienza di cantiere”.

Il Veneto è una delle Regione più attive nell'ambito della lotta alla mafia, con il suo sesto posto per  beni confiscati alla mafia, il quinto posto per  operazioni finanziarie sospette, e le 689 segnalazioni pervenute alla Direzione investigativa antimafia nel primo semestre 2010. Quella veneta, al decimo posto per traffico di droga, è la terza regione italiana per quantità di eroina sequestrata (centotrenta chilogrammi nel 2009) e addirittura la seconda per la cocaina.

Il Veneto “ha saputo mostrare ‘anticorpi’ - ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso – Qui si denunciano subito situazioni dubbie, la camorra o la mafia fa fatica ad attecchire. Nel Nordest c’è un humus civico e sociale che finora ha evitato il radicamento di piccoli grandi boss”.

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